AIDP Giovani Experience FollowUp- Le sfide HR: Gestire il potere

 

Il 17 aprile si è rinnovato l’appuntamento mensile della collaborazione tra Formazione Network e AIDP Giovani – Sezione Triveneto. Questo quarto incontro è stato ospitato dalla Fondazione CUOA nella loro bellissima sede di Altavilla Vicentina. Il tema proposto è stato dei più difficili sui cui discutere e lavorare: la consapevolezza e l’utilizzo del potere all’interno di un’organizzazione.
La complessità di un simile argomento è notevole, ma lo è anche la sua importanza nel mondo lavorativo. Confrontarsi con il tema del potere significa, in primo luogo, riflettere su sé stessi. Ognuno, infatti, ha dei poteri personali, delle caratteristiche uniche che gli permettono di esercitare un’influenza sugli altri; senza spremersi troppo le meningi, basta pensare al potere di scelta di cui ogni essere umano dispone. In secondo luogo, analizzare il potere comporta confrontarsi con la struttura di un’organizzazione e con la propria posizione in essa. Nella vita lavorativa, una seconda fonte importante di potere è il ruolo che si occupa. Nonostante queste affermazioni possano sembrare quasi banali, sono fondamentali e molto spesso non sono comprese o ricordate a sufficienza. Prima ancora di parlare dell’utilizzo del potere, il principale problema è, infatti, la consapevolezza di esso. Quante volte incontriamo persone che, nella loro posizione, fanno valere solo i poteri di ruolo piuttosto di quelli personali o viceversa. Oppure quante volte conosciamo persone in difficoltà, che non riescono a fare qualcosa solo perché non sono consapevoli di avere il potere di farlo. Avere coscienza e distinguere i poteri nella propria disponibilità è, dunque, il primo passo per contribuire efficacemente al successo dell’organizzazione; non si inizia mai a cucinare senza sapere cosa si ha in dispensa.
Una volta ottenuta la consapevolezza dei propri poteri, il passaggio al loro utilizzo non è, però, affatto automatico. L’uso concreto delle proprie fonti di potere deve, infatti, essere accompagnato dalla coscienza delle responsabilità che esso comporta. La nota frase “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” vale anche nella comune dimensione lavorativa di ognuno. Solo a chi mostra coraggio nel prendersi la responsabilità delle proprie azioni vengono positivamente riconosciute dagli altri le sue fonti di potere. Non vanno, inoltre, dimenticati i non indifferenti problemi etici latenti nel concetto stesso di potere. Concretizzare il potere in un’azione porta con sé una scelta etica di fronte alla quale, molto spesso, è difficile rispondere. Il problema deriva dalla mancanza di abitudine e dall’assenza di un’educazione all’uso del potere, motivo per cui è così importante lavorare sulla leadership a tutti i livelli dell’organizzazione. Consapevolezza, assunzione di responsabilità e capacità di utilizzo sono, quindi, i tre elementi fondamentali affinché ogni persona, in qualsiasi ambiente lavorativo, possa utilizzare al meglio i propri poteri per produrre azioni efficaci per l’azienda e per i propri collaboratori. Un potere diffuso basato su questi tre capisaldi facilita, inoltre, la creazione di un clima di trasparenza e di minore contrasto all’interno dell’organizzazione. Maggiore è la consapevolezza personale dei propri poteri e delle connesse responsabilità, maggiore è il riconoscimento da parte degli altri.
Per quanto possibile abbiamo cercato di incanalare questi argomenti teorici nel lavoro in aula. Dopo aver diviso i vari gruppi, abbiamo iniziato il riscaldamento riflettendo su quali siano le fonti di potere di alcune azioni. Si è subito generato un proficuo dibattito, che ha riscaldato l’ambiente in modo da poter passare facilmente ad un’attività più pratica.

I gruppi si sono così confrontati dalla prospettiva di un HR Manager, con la storia di Giorgio, un membro insostituibile di un’azienda contrario, però, alla riorganizzazione di essa. L’obbiettivo è vincere le sue resistenze costruendo un percorso a lungo termine fatto di vari passaggi, ognuno basato sull’utilizzo di un diverso potere alla sua massima potenzialità (dunque un superpotere!). Per rendere più divertente il gioco e le riflessioni ad ogni ‘’step’’ i gruppi pescavano casualmente un superpotere da utilizzare.
Il lavoro ha impegnato tutti al massimo ed, infatti, si sono generati degli ottimi risultati. Ogni gruppo ha proposto una soluzione originale alla problematica di Giorgio mostrando un ottimo assorbimento di un tema così difficile come il potere ed arricchendo notevolmente la già complessa discussione su di esso. A tutto ciò ha contribuito il clima di dibattito aperto e di qualità che si è creato nella sala e che si è mantenuto anche al termine dei lavori. Sicuramente se il fittizio Giorgio avesse avvertito nella sua riorganizzazione aziendale lo stesso entusiasmo che c’era mercoledì non avrebbe opposto la minima resistenza ad essa!
Con la speranza che sia altrettanto entusiasmante vi aspettiamo al prossimo incontro del 15 maggio!

Idea generata, promossa e realizzata da: Daniela Anderluzzi, Katiuscia Bertelle, Laura Alberti, Monica Malavasi, Sara Sasso  per AIDP GIOVANI TRIVENETO

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