Ti sfido a motivarmi!

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Qual è la tua principale responsabilità, come leader di questa organizzazione?” Quando lavoro ad un nuovo progetto di coaching con un manager o un leader, inizio spesso la conversazione con questa domanda. La risposta che sento più spesso è: “Sono responsabile di motivare le mie persone”. Ed io sono profondamente d’accordo con questo parere: esiste ed è dimostrato uno stretto legame tra leadership e motivazione. Ma, allo stesso tempo, penso anche che questa risposta è fuorviante.

Nel suo libro Good to Great, Jim Collins racconta di come le aziende davvero eccezionali non si preoccupano di motivare i propri collaboratori. Piuttosto si concentrano nel selezionare le persone giuste, quelle che sanno motivarsi da sole. E quindi la domanda cruciale per tutti i leader è: Come gestisco le persone in modo da non demotivarle?

Trovare la giusta risposta a questa domanda non è banale. Il problema se lo pongono anche molte organizzazioni che si rivolgono a noi per far crescere l’engagement in azienda. Spesso, il loro modo  di pensare all’engagement sottintende però che la motivazione ed il coinvolgimento con l’azienda sia qualcosa che “si fa ai” collaboratori. Niente di più errato: il ragionamento che fanno si basa sull’assunto ingannevole che i collaboratori sono motivati, in modo estrinseco, da riconoscimenti (o punizioni) esterne. Ma questa non è motivazione: semplicemente i riconoscimenti rinforzano i miei comportamenti utili ed aumentano la probabilità che io li ripeta nel prossimo futuro. E quindi la mia performance dipende da un continuo passare da un riconoscimento all’altro. Quando il riconoscimento viene a mancare, semplicemente non sono più incentivato a coltivare buoni comportamenti e il mio interesse si rivolge altrove.

Ma il mio motore interno, quella motivazione intrinseca che mi muove a fare del mio meglio per costruire valore per l’azienda, non viene alimentato in questo modo. I riconoscimenti estrinsechi funzionano, anzi sono necessari per stabilire una base sufficiente di soddisfazione nel mio lavoro. Ma non funzionano certo per favorire la mia voglia di dare il meglio di me. E soprattutto, non determinano motivazione sostenuta sul lungo periodo.

Nella realtà, la motivazione vera, quella individuale, risente soprattutto dell’influenza diretta dell’ambiente in cui lavoro, del clima che si respira nel mio team e dal rapporto che ho con il mio manager diretto. È chiaro che se sono sottopagato, se sono preoccupato per la stessa esistenza del mio impiego o se non ho a disposizione i mezzi per poter fare un buon lavoro, la mia soddisfazione andrà a picco e molto probabilmente me ne andrò alla prima occasione. E però, io mi alzo al mattino contento di andare al lavoro solo se l’ambiente in cui vivo tutti i giorni sostiene la mia motivazione intrinseca.

E quindi, tornando alle teorie di Collins, dare il giusto sostegno alla motivazione dei collaboratori è un componente fondamentale del ruolo di ogni manager, che è responsabile di

  • portare a bordo le persone giuste, capaci di motivarsi da sole
  • creare l’ambiente in cui le persone possono scegliere, ogni giorno, di auto-motivarsi
  • ed infine gestire in modo da non de-motivare i collaboratori

È la managerialità diffusa quella che sostiene la motivazione intrinseca, innata in tutti noi. Per creare il giusto ambiente, i manager, a tutti i livelli, devono sviluppare le competenze del “engaging manager”.  Un manager esperto e consapevole delle proprie responsabilità e competenze può migliorare notevolmente l’impegno, il coinvolgimento, e di conseguenza la performance, della propria squadra. Il nostro corso MAGIC Le 5 chiavi dell’ engagement è rivolto a tutti i Manager ed alle persone delle Risorse Umane che vogliono comprendere quali sono le leve per migliorare il proprio coinvolgimento e portare la magia dell’engagement nel loro ambiente di lavoro.

Se vuoi conoscere i nostri strumenti di analisi dell’engagement visita il nostro sito 

Verona Professional Women Network – Viva l’Estate Veronese: Storytelling con Degustazione Vino

 

Verona Professional Women Network e Formazione Network sono liete di invitarti ad una serata di STORYTELLING CREATIVO nella tenuta Tenuta Valleselle Tinazzi a Bardolino.

 

MERCOLEDI’ 19 Luglio ore 19.30
Tenuta Valleselle Tinazzi, Bardolino
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Gli odori, gli aromi, i colori  sono intimamente legati alle nostre emozioni e stimolano la nostra creatività, agiscono su ciascuno di noi in modo diverso. Ascoltare un vino assaggiandolo, odorandolo ci porta in un nuovo viaggio della fantasia a cui possiamo dar sostanza con parole ed immagini.

Grazie ad un percorso guidato, che utilizza le tecniche di storytelling,  andremo ad esplorare attraverso un percorso sensoriale le storie e le parole che emergono dagli stimoli che arrivano grazie alla  degustazione dei vini Tinazzi.
Abbiamo scelto di esplorare la dimensione creativa  giocando  sul potenziale evocativo e sulla facoltà individuale di dare un nome ed una storia agli odori ed ai sapori.

Saper costruire racconti  per condividere le nostre esperienze professionali e sviluppare networking è una competenza importante che va esercitata.

 

E così ora sei un consulente

legnettoConsulenzaHai deciso di diventare un formatore o un consulente per offrire le tue competenze a tutte le persone o le aziende che ne hanno necessità.
Oppure sei arrivato al culmine della tua carriera aziendale, e pensi che diventare consulente sia un buon modo per conciliare la tua vita privata con il lavoro, e poterti finalmente dedicare a ciò che sai fare meglio.

È un momento entusiasmante della carriera di tutti quelli che hanno un’ottima competenza tecnica e prendono questa grande decisione.E molto presto si scopre che, per essere un bravo consulente, la capacità tecnica di risolvere i problemi non è sufficiente. A volte l’esperienza tecnica non basta per convincere della bontà delle soluzioni che proponiamo, ma soprattutto non è sufficiente per garantire ai clienti soluzioni che hanno impatto nel tempo, che funzionano anche dopo che abbiamo concluso il nostro lavoro lasciando il cliente solo a gestire i cambiamenti richiesti.

A questo punto iniziano le domande e si affrontano i dubbi. Come faccio a mettere a disposizione la mia capacità tecnica, come posso convincere il cliente che la soluzione che propongo è la migliore possibile, viste le circostanze? Come posso progettare i miei interventi in modo da soddisfarne le esigenze?

Quando Monica ed io ci siamo incontrate, personalmente e professionalmente, arrivavamo da percorsi diversi ma avevamo tutte e due già deciso di impegnarci nel mondo della formazione e consulenza come indipendenti. Proveniamo da un mondo scientifico, fatto di ipotesi ed esperimenti, di metodi riproducibili che portano a risultati prevedibili e verificabili. È stato quindi naturale per noi discutere in modo “scientifico” dei progetti. Fin dal nostro primo incontro non abbiamo mai smesso di confrontarci, alla continua ricerca di un metodo che ci aiutasse ad inquadrare il nostro lavoro e ci consentisse di costruire progetti formativi e di consulenza, in cui l’analisi delle situazioni organizzative siano in connessione con le soluzioni che costruiamo con e per i nostri clienti, ed infine con i risultati che otteniamo.

Quando si inizia a lavorare come consulenti o formatori, nessuno mai ti dice che, per avere successo in questo mestiere, devi essere un po’ come una levatrice: fai nascere i bambini, ma non sei tu che li metti al mondo. Aiuti, guidi, supporti, incoraggi, consigli, ma non sei mai il primo attore. Gli attori principali sono i clienti, sono loro che devono adottare soluzioni e fare gli sforzi necessari per portare avanti i cambiamenti. Ed è per questo che lavorare come consulente può essere molto difficile: a volte offri ottime modalità di lavoro, ma nella realtà dei fatti queste rischiano di non essere adottate davvero, restano lettera morta o vengono talmente semplificate e svuotate di senso da risultare completamente inefficaci.

Se vuoi diventare un consulente, o diventare un consulente o formatore migliore, devi tener conto di almeno tre aspetti fondamentali nel costruire e portare avanti i tuoi progetti: il sistema in cui operi, la soluzione che costruisci, il cambiamento che proponi.

Ogni progetto ha impatto su tutto il sistema

Le organizzazioni sono ambienti complessi, fatti di persone, processi di lavoro, linee organizzative, rapporti di amicizia e di potere. Lavorare a progetti sia di consulenza che formativi comporta operare all’interno di questa rete complessa. Cambiare (o cercare di cambiare) una parte è come gettare un sasso in un lago: le onde si propagano, ben al di là del punto di caduta del sasso. Per analizzare in modo sistematico ed ampio l’ambiente in cui ci si troverà ad operare, è fondamentale costruire un modello completo, che ci permetta non solo un’analisi accurata della situazione esistente, ma soprattutto formulare ipotesi su come il sistema potrebbe evolvere grazie al nostro lavoro. Prevedere le onde che il cambiamento provocherà e parlarne con il cliente fin da subito è spesso il modo migliore per ampliare lo sguardo e mettere aspettative e risultati nella giusta prospettiva.

Le soluzioni devono essere in linea con le aspettative

Forse la competenza più importante di un consulente (e di un formatore!) è saper fare delle buone domande, ed ascoltare bene le risposte. Per costruire buone soluzioni è essenziale focalizzarsi sul cliente, così da comprenderne i problemi, i bisogni, le sfide, gli obiettivi e le aspettative. Siamo chiamati perché abbiamo competenze tecniche, ma l’errore più grande che possiamo fare è quello di cedere alla tentazione di metterle in mostra, pensando così di risultare più autorevoli. Niente di più sbagliato! Non dare la maggior parte dello spazio di dialogo al cliente significa privarsi della possibilità di capire a fondo la situazione. Solo aiutandolo ad esprimersi al meglio, a condividere i suoi bisogni e le sue aspettative, possiamo creare soluzioni che sono in linea con ciò che davvero gli interessa. E così costruiamo progetti per cui è disposto a pagare!

Il cambiamento non avviene da solo, va accompagnato

Il successo di ogni consulente passa dal costruirsi una reputazione di professionista fidato che produce cambiamenti positivi, progetti che danno risultati pratici. Risultati duraturi nel tempo e cambiamento vanno di pari passo, sono due facce della stessa medaglia. Ma tutti sappiamo quanto sia difficile cambiare i propri comportamenti, i propri metodi di lavoro, gli strumenti che usiamo. Questo è tanto più vero se, invece di lavorare con una persona, lavoriamo con un gruppo o addirittura un’intera organizzazione. La resistenza cresce esponenzialmente con la complessità del sistema. Come consulenti, dobbiamo essere consapevoli di quello che ci aspetta: parte fondamentale del nostro lavoro è facilitare il cambiamento, facilitare il confronto, facilitare la soluzione dei conflitti. Solo coinvolgendo le persone nella costruzione delle loro soluzioni possiamo garantirci la motivazione a realizzare i cambiamenti proposti.

Il metodo consulenziale che Monica ed io abbiamo sviluppato tiene conto di tutti questi aspetti. È fondato su tre grandi pilastri: la visione sistemica dell’organizzazione del cliente, un approccio di coaching in tutte le fasi consulenziali, ed infine la facilitazione, per far emergere con il cliente le soluzioni che poi verranno implementate.

Successo agli occhi dei clienti è vedere che i risultati si materializzano nella pratica della vita organizzativa.

E non solo i risultati attesi, ma anche quelli che non si aspettano!

Per ottenere questo successo, progetto dopo progetto, ci vuole metodo!

Se vuoi saperne di più sul metodo consulenziale che abbiamo sviluppato, puoi iscriverti alla Masterclass Consulting & Training di Formazione Network.

Daniela Anderluzzi – Founder Partner FORMAZIONE NETWORK

Master Class: Consulting&Training

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Sviluppa la tua professionalità, partecipa alla MASTERCLASS CONSULTING & TRAINING di FORMAZIONE NETWORK.

Impari un metodo consulenziale  basato sul pensiero sistemico ed un approccio esperienziale e di coaching che assicura ai clienti progetti e soluzioni che aggiungono valore all’organizzazione.

MASTERCLASS CONSULTING & TRAINING 
5 Giornate
24 Marzo, 7 Aprile, 5 Maggio, 9-10 Giugno 2017 dalle 9 alle 18
Formazione Network – Viale Nino Bixio 2  – Verona

PARTECIPANTI: Consulenti e Formatori, Consulenti interni, HR Manager, MKT Manager.

Massimo 10 Partecipanti – Previo colloquio motivazionale

SCARICA LA SCHEDA CORSO

 Per ulteriori informazioni ed iscrizioni scrivi a info@formazione-network.it

CONTENUTI

  • Relazionarsi con autorevolezza con il cliente
  • Acquisire consapevolezza del proprio impatto
  • Gestire la leadership senza autorità
  • Gestire gruppi e facilitare le soluzioni
  • Applicare il pensiero sistemico alle organizzazioni
  • Definire progetti di formazione e consulenza sostenibili
  • Presentare coinvolgendo

 

Partecipando alla MASTERCLASS  acquisisci nuovi strumenti e metodologie da integrare nel tuo lavoro in modo da  rafforzare la tua relazione con il cliente.

In questa MASTERCLASS condividiamo con te la metodologia di consulenza e  formazione che abbiamo sviluppato negli anni. Durante queste giornate  hai l’opportunità di consolidare la tua professione e  mettere in  pratica fin da subito nuove tecniche per  ottenere velocemente risultati concreti.

Managers’Cafè – 6 Luglio 2016- Edizione Speciale: I vetrai della cattedrale

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Il  Managers’Cafè  vuole salutarti prima dell’estate proponendoti una nuova esperienza: giocare insieme a noi ai VETRAI DELLA CATTEDRALE  il  gioco formativo che Formazione Network e CreActive Learning hanno sviluppato insieme.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante sui temi di management.
Ogni mese discutiamo insieme di un caso aziendale analizzando i diversi punti di vista e l’impatto delle soluzioni  sulla  vita professionale. L’edizione di Luglio rappresenta un EVENTO SPECIALE. Invece di una storia ci confronteremo con il BUSINESS GAME – I VETRAI DELLA CATTEDRALE.
MANAGERS’CAFÉ  ti offre l’opportunità di sperimentare un diverso modo di confrontarti con le tue competenze e le tue capacità, questa volta GIOCANDO.
I VETRAI DELLA CATTEDRALE  è un’esperienza ludico formativa per sperimentare l’efficacia del gioco nello sviluppo della visione strategica. 
Giocando si  sperimenta un modo  diverso di pensare e di agire. L’esperienza ci permette di vivere  gli effetti  delle scelte  in modo da sviluppare  un cambiamento effettivo.

MANAGERS’CAFÉ 
MERCOLEDÌ   6 Luglio 2016  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

I VETRAI DELLA CATTEDRALE – GIOCO DI BUSINESS

I Vetrai della cattedrale è un gioco formativo sviluppato insieme a CreActive Learning.
Immedesimandoti con gli antichi Vetrai delle cattedrali gotiche ti porteremo a identificare l’impatto delle tue decisioni strategiche sul team e l’evoluzione del business. Giocando insieme a noi avrai l’opportunità di simulare l’efficacia della visione sistemica e dell’effetto delle relazioni di team sulla realizzazione di prodotti\servizi di eccellenza.

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti, scarica il modulo di adesione  ed invia una mail a  info@formazione-network.it

MANAGERS’CAFÉ è gestito e facilitato dai coach e consulenti di Formazione Network, che mettono a disposizione la loro ricca e diretta esperienza di consulenza organizzativa e di sviluppo di leadership e di business.
Sei un manager, un dirigente, un imprenditore,  un professionista? Ti aspettiamo al MANAGERS’CAFE’.
Partecipando attivamente al MANAGERS’CAFÉ ti eserciti ad affrontare e risolvere i momenti problematici della tua vita aziendale.