Managers’Cafè 2 Ottobre 2019 – Come scegliere il miglior team possibile?

Riprendono gli incontri del MANAGERS’CAFÉ  e per iniziare dopo la pausa estiva ti aspettiamo per  riflettere insieme sulle scelta dei  componenti di un team per un progetto sfidante ed impegnativo.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  2 Ottobre 2019  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Viola è direttore marketing in una media multinazionale italiana con filiali in Europa, negli Stati Uniti ed in Giappone. L’azienda è in piena espansione ed ora sta puntando su una serie di prodotti innovativi per consolidare la sua presenza nel mercato internazionale. Il ruolo di Viola prevede che sia lei la responsabile del lancio di questi prodotti, uno dei quali particolarmente strategico per il futuro del business. L’Amministratore Delegato le ha dato carta bianca per costruire il miglior team per il progetto; in altre parole può scegliere chi vuole per lavorare con lei. I tempi sono stretti, il lavoro da fare è molto e soprattutto ci saranno molti partner da coordinare, sia interni che esterni all’azienda. Viola deve far partire il suo team al più presto, e soprattutto si rende conto che, vista la scadenza molto sfidante, non può fare errori di scelta: deve trovare e coinvolgere fin da subito le persone giuste per costruire insieme un team coeso, che velocemente prende in mano e porta avanti il lancio del prodotto. Grazie all’aiuto dell’Amministratore Delegato, Viola ha già iniziato a pensare ad alcune persone che conosce bene, ma sa che deve anche ampliare il suo sguardo ad altri colleghi, con cui non ha mai collaborato prima. La scelta è complessa, qual è il modo migliore per affrontarla? Quali sono i criteri per scegliere le persone giuste per il team? A chi chiedere supporto? Che domande deve fare per capire se la scelta è corretta?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Le sfide personali e professionali nell’essere il capo di un amico

ProeContro

Oggi primo mercoledì di Agosto il MANAGERS’CAFE‘ è in vacanza ma vogliamo farci ricordare e stimolare, anche se in questo periodo solo virtualmente, la riflessione sulle situazioni che emergono nel lavoro. Riprendiamo quindi le conversazioni del MANAGERS’CAFE’, in cui vi raccontiamo le considerazioni dei nostri ospiti durante gli  incontri.

Il tema da cui ripartiamo è quello che abbiamo affrontato a Maggio: come instaurare una buona relazione professionale con un collaboratore che è anche un amico.

Al lavoro passiamo almeno un terzo delle nostre giornate ed è normale che si stringano con colleghi  relazioni che a volte diventano amicizie profonde. In questo caso il confine tra il rapporto professionale e l’amicizia è ben chiaro. Quali sono invece le sfide nella situazione opposta, in cui  un amico viene a lavorare con noi?  Cosa  fare per stabilire dei confini sani tra il rapporto professionale e quello personale?

Queste sono le domande emerse dalla storia di Ezio, capo dipartimento di una società Informatica che ha urgente bisogno di un bravo Project Manager, e che ha selezionato per la posizione un caro amico.

Per affrontare l’argomento abbiamo considerato i pro e contro, per l’azienda e per il manager nell’inserire  nel proprio team un amico.

Blue Classification Table Graphic Organizer

Fondamentalmente da quanto è emerso la velocità di inserimento è un fattore chiave a favore dell’assunzione di un amico. I contro emergono in un secondo momento se il Manager non è preparato a gestire possibili difficoltà che mettono in discussione la sua leadership o la sua amicizia.

Il MANAGERS’CAFE’ ha preparato 7 situazioni difficili in cui, dalla nostra esperienza, si potrebbe trovare il manager ed abbiamo chiesto ai partecipanti di immaginarsi concretamente ciò che potrebbe succedere, identificare la peggiore azione che il manager potrebbe fare in quella situazione e quindi, con un ribaltamento logico, trovare l’azione o le azioni che possono risolvere i problemi.

Spesso è più facile identificare ciò che non dobbiamo fare anziché ciò che dobbiamo fare, per questo motivo abbiamo utilizzato il metodo FLIP. Partire dal negativo e girare in positivo.

Situazione 1 che ha impatto negativo sulla Reputazione del Manager:
Fidarsi ciecamente  progetto sviluppato dall’amico e accorgersi solo successivamente che si sono verificati dei problemi / emersi errori.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile: Dare tutta la responsabilità al suo amico, anziché mettersi in discussione.  O, peggio, trovare un altro capro espiatorio per coprire le mancanze del suo amico.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione: Strutturare un processo di controllo sull’operato di Silvano.

Situazione 2 che ha un impatto negativo sulla Reputazione dell’Amico:
Promozione dell’amico. Viene vista come raccomandazione e non come merito. Idem per ogni sua conquista.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile: Festeggiare platealmente i meriti e le competenze dell’amico.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione: Strategia a breve termine: informare tutti i colleghi dei progetti e di come sono stati condotti, in particolare dall’amico.  Strategia a medio termine: informare tutti delle responsabilità che il nuovo ruolo di Silvano comporta.  Strategia a lungo termine: attuazione di un sistema di valutazione delle prestazioni di tutti i componenti del team (chi dimostra, cresce).

Situazione 3   che ha un impatto negativo sui ProgettiDurante una riunione, Silvano espone e sostiene le sue ragioni “oltre” il professionale, rendendo faticoso, per Ezio, contenerlo.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Non arginarlo, anzi appoggiarlo attribuendo colpe ad altri reparti / colleghi.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Arginarlo durante la riunione, facendo una battuta che “rompa” il ghiaccio creato a seguito della reazione dell’amico.  Dopo la riunione, chiamarlo per una conversazione professionale il  comportamento adeguato all’ambiente di lavoro.

Situazione 4  che ha un impatto negativo sui ClientiReclamo da parte del cliente sul progetto realizzato dall’amico dove le responsabilità di ambo le parti non sono così chiare.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Scaricare le responsabilità sulla squadra dicendo al cliente che le colpe sono dei suoi collaboratori.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Il manager chiarisce al suo interno le responsabilità e insieme al team definisce una strategia per   rispondere al reclamo e migliorare i rapporti con il cliente.

Situazione 5  che ha un impatto negativo sul loro Rapporto di AmiciziaIn caso di mancato raggiungimento degli obbiettivi, il giudizio negativo ha un impatto negativo sull’amicizia.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Cambiare il ruolo all’amico. L’essere indulgente verso l’amico, creando una situazione poco obbiettiva e ingiusta verso il resto del team.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Feedback strutturato all’amico con un piano di miglioramento. Disponibilità personale.

Situazione 6 che ha un impatto negativo sui Rapporti con gli altri Dipartimenti:  Il Manager ed  il suo team sono responsabili di un progetto aziendale interdipartimentale. l’amico è capo progetto e  compie errori che ricadono sul lavoro degli altri con effetto domino. Il manager non ha la forza di farglielo capire e questo genera malcontento e perdite economiche.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Il manager e l’amico si accordano per nascondere gli errori commessi , facendo ricadere la colpa sugli altri componenti del team con gravi conseguenze disciplinari (lettera di richiamo).
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Riunirsi con gli altri dipartimenti per capire quale sia la situazione, fare un’analisi di quanto non ha funzionato nel processo. Trovare i correttivi da attuare (affiancamento di Silvano, divisione migliorativa dei compiti affidati, comprendere anche quanto il carattere abbia influenza…).

 Situazione 7   che ha un impatto negativo sul Rapporto con il Capo del Manager:  Difficoltà nel progetto per tempo e/o costi non in linea con le previsioni.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile: Nascondere / coprire il problema. Peggio ancora,  fornire dati falsi.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  “Abbiamo un problema”: riunione di team con l’Amministratore Delegato per condividere i dati ed un piano di intervento. il Manager prende da parte l’amico e, prima della riunione di team, gli fa presente che la fiducia in lui è alta e, proprio per questo, si aspetta che un problema simile venga a segnalato molto prima.

Anticipare le situazioni critiche e sapere già come muoversi in casi simili ci prepara, ci rende consapevoli dei rischi e ci premette di ottenere il meglio de noi stessi e dai nostri collaboratori.

In sintesi siamo arrivati alla conclusione che un Manager può lavorare con amici se ha forti competenze di feedback, di comunicazione,chiarezza nell’esprimere le proprie aspettative, e di gestione di team. E’ importante essere consapevoli che la percezione che abbiamo degli altri dipende moltissimo dall’ambiente in cui li frequentiamo. Lavorare con un amico o un’amica significa conoscersi meglio, da punti di vista nuovi, non dobbiamo quindi dare nulla per scontato.
Fatto questo primo passo, il rapporto lavorativo e personale potrà svilupparsi al meglio.

A voi è capitato di lavorare con un amico o un’amica? Com’è andata? Se volete, fatecelo sapere e racconteremo la vostra storia.

Il Managers’Café tornerà il primo mercoledì di ottobre, è  aperto a tutti fino ad un limite di 20 partecipanti. Seguiteci nei  gruppi di Linkedin e Facebook .
Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO.

Managers’Cafè – 2 Dicembre 2015 – Un errore di un collaboratore. Come reagire?

mngCafeNataleNell’appuntamento di Dicembre del Managers’Cafè parleremo delle reazioni di fronte ad un errore di un collaboratore. Come sempre prenderemo spunto da caso aziendale e ne discuteremo insieme nel modo informale che caratterizza i nostri Cafè.
MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto  stimolante sui temi di management, leadership, organizzazione e cambiamento.
MANAGERS’CAFÉ ti aspetta per discutere insieme un nuovo caso aziendale il primo mercoledì di ogni mese dalle 18:00 alle 19:30 nella sede di Formazione Network.

MANAGERS’CAFÉ  MERCOLEDÌ  2 Dicembre  2015  – 18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

CASO: Giorgio è il direttore tecnico di un’azienda manifatturiera, responsabile anche del reparto di ricerca e sviluppo. Riceve una telefonata infuriata da un suo cliente, il quale ha ricevuto il prototipo che aspettava per l’assemblaggio finale ed era sbagliato.  Uno dei collaboratori di Giorgio, responsabile della realizzazione del prototipo, lo ha realizzato utilizzando vecchie specifiche ed inviato senza prima controllare quanto definito e concordato nelle riunioni di progetto con il cliente. La reazione immediata di Giorgio è, a sua volta, di arrabbiarsi. Prende tutto il suo staff e lo mette a lavorare per realizzare il prototipo giusto nel minor tempo possibile per consegnarlo quanto prima al cliente, a costo di bloccare gli altri progetti.
Risolta l’urgenza,  Giorgio deve trovare una strategia per riacquistare la fiducia del cliente e nel contempo decidere come comportarsi con il suo collaboratore e tutto lo staff. Che consigli possiamo dare a Giorgio? Quali rischi deve considerare nel futuro e che obiettivi darsi per  migliorare come organizzazione e come manager?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti, scarica il modulo di adesione o invia una mail a  info@formazione-network.it
MANAGERS’CAFÉ è gestito e facilitato dai coach e consulenti di Formazione Network, che mettono a disposizione la loro ricca e diretta esperienza di consulenza organizzativa e di sviluppo di leadership e di business.
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Le conversazioni al Managers’Cafè – A chi affido il progetto? Ingredienti per una scelta di successo.

project-manger-woman-juggling-images La sala del nostro studio era veramente piena di partecipanti il mese scorso quando ci siamo incontrati per parlare di Roberta, che si trova a dover scegliere, come spesso accade a manager o imprenditori, a chi affidare il coordinamento di un nuovo progetto.

Roberta si trova in una situazione particolare: i due suoi migliori Project Manager sono entrambi in una situazione critica; il primo, Giovanni, è strapieno di lavoro, mentre Francesca è in un momento difficile di crisi  e si mostra poco motivata nel lavoro. Roberta può anche fare affidamento sui due nuovi arrivati, Enzo e Paola, che però sono veramente inesperti. Quindi, su chiunque cada la sua scelta , ci saranno per lei dei pro e dei contro da affrontare.  Come sempre al Managers’Cafè – grazie al  fatto  che siamo fuori dalla routine di lavoro ed abbiamo la possibilità di osservare dall’esterno queste storie, che risuonano con la nostra esperienza personale ma non ci coinvolgono direttamente – abbiamo analizzato con metodo le possibilità e le conseguenze della scelta per Roberta.

Il metodo che abbiamo utilizzato per confrontarci è il seguente:
per ogni scelta possibile (Giovanni o Francesca o Enzo e Paola)

  • abbiamo  analizzato la motivazione dei  diversi Project Manager davanti al nuovo progetto. Per capirne la  motivazione, l’unico modo è cercare di immedesimarsi in loro e capire quali emozioni, quali pensieri e quali sentimenti proverebbero nel confrontarsi con l’obbiettivo.
  • abbiamo  individuato  quali sono le attività che Roberta  dovrebbe fare per dare il miglior supporto possibile al Project Manager che ha scelto ed aiutarlo a gestire al meglio il progetto in base al livello di motivazione individuato.
  • Infine ci siamo chiesti quali siano, per Roberta e per l’azienda, i pro e contro delle diverse scelte.

Come potete apprezzare, abbiamo scelto di concentrarci sugli aspetti più “intangibili” della scelta e cioè con quale motivazione le diverse persone affrontano il nuovo obiettivo. E lo abbiamo fatto perché di solito, nella scelta, ci si concentra più  sulle competenze, specialmente tecniche, delle persone che sulla loro motivazione. Sia la competenza che la motivazione sono fattori importanti; come leader il nostro lavoro di sostegno cambia  in base alla diagnosi del livello che il  nostro collaboratore  dimostra di avere in queste due aree,  quando è posto di fronte all’ obiettivo  che gli assegniamo.

Ecco i risultati delle conversazioni:

GIOVANNI – I sentimenti di Giovanni possono essere ambivalenti: o spera di essere ignorato (più ne sto fuori meglio è…non ho spazio per un altro progetto) oppure l’idea di lavorare sue due nuove commesse potrebbe essere di grande stimolo. L’ipotesi di coinvolgere Giovanni come supervisore alla crescita di Enzo e Paola potrebbe essere molto motivante per lui che  si vede riconosciuto per il suo valore e coinvolto in un obbiettivo nuovo: insegnare ad altri.
Quindi ROBERTA – Nel caso in cui Giovanni si prenda cura della crescita di Enzo e Paola, dovrà dare supporto ai due junior e mantenere stretti rapporti con il cliente per evitare malcontenti. Per decidere se questa è la scelta migliore Roberta deve valutare:

PRO
capacità di concentrarsi e finire bene i progetti
far crescere il team.
CONTRO
sovraccaricare Giovanni
riduzione della leadership di Roberta.

ENZO E PAOLA– I sentimenti dei due giovani nel vedersi affidare un progetto sono tutti positivi (orgoglio, sensazione di essere apprezzati, nuova opportunità ed entusiasmo). Certo ci sarà anche un po’ di timore del non farcela. Sicuramente nel caso in cui non si scelgano entrambi, potrebbero nascere competizione e demotivazione in chi resta escluso. L’obbiettivo per loro è sfidante, un’opportunità importante per crescere anche se ciò potrebbe significare lavorare di più.
Quindi ROBERTA nel caso in cui affidasse il progetto ad ENZO E PAOLA dovrebbe fornire molto supporto, prevedere momenti di confronto e di verifica continua dei progetti. Sarebbe anche utile che li accompagnasse nelle riunioni con il cliente, oppure che li preparasse facendo delle simulazioni di incontri con il cliente. Infine dovrebbe condividere bene le procedure aziendali. Per decidere se questa è la scelta migliore Roberta deve valutare:

PRO
Occasione di crescita
Opportunità “innovativa” per il team e l’azienda
Entusiasmo davanti al cliente
Le commesse successive possono essere gestite da Enzo e Paola con un carico minimo per Roberta
Occasione per controllare se la selezione è stata efficace
CONTRO
Gestire il rischio di presentare al cliente una commessa non con la solita qualità.
Maggior impegno di Roberta, che dovrà quindi rivedere il proprio carico di lavoro.
“bruciare gli Junior”
Rischio di delusione\esaltazione degli Junior
….. e se cede Roberta?

FRANCESCA – Si sente demotivata nel lavoro, è preoccupata di portare a termine le commesse che già gestisce. Francesca potrebbe chiedere molto aiuto a Roberta.
Quindi ROBERTA, nel caso in cui affidasse il progetto a Francesca, dovrebbe fare un incontro esplorativo per capire le origini della demotivazione. Capire se per Francesca gestire un nuovo progetto o meglio supervisionare e far crescere i giovani può essere motivante. Importante sarà esprimere a Francesca la propria fiducia. Per decidere se questa è la scelta migliore Roberta deve valutare:

PRO
Recuperare una persona importante per il team
Rimetterla in gioco
Minor supervisione rispetto ad assegnare il progetto ai due junior
CONTRO
Non procedere come si dovrebbe
Malcontento del cliente
Ulteriore demotivazione di Francesca.

Guardando i gruppi lavorare, la prima osservazione che abbiamo fatto, è che immedesimarsi negli altri non è facile. Osservare senza interpretare è molto sfidante, soprattutto nel caso di  Francesca, che dimostrava un malessere. I gruppi si sono più concentrati sulle motivazioni del malessere (cosa le sarà successo?) piuttosto che sul come si sente davanti ad un  obiettivo professionale (paura, sfiducia, …..). I sentimenti che i nostri collaboratori provano nel momento in cui diamo un obiettivo sono molto interessanti: a volte ci sorprendono perché sono così diversi da quanto noi abbiamo provato in analoghe situazioni, altre volte troviamo situazioni in cui ci riconosciamo. In ogni caso, la motivazione è un’importantissima leva per il successo e come ogni leva deve essere applicata nel momento giusto e nel punto giusto per poter avere l’effetto positivo che ci aspettiamo. Comprendere come utilizzare questa leva emotiva è una sfida per ogni leader.

Managers’Cafè – 7 Ottobre 2015 – A chi affido il progetto? Ingredienti per una scelta di successo

Café-Philo-Immago

 MANAGERS’CAFÉ riapre le sue porte a chi già ci conosce ed ai nuovi partecipanti, per confrontarci insieme sui temi di leadership e cambiamento.
In questo primo  MANAGERS’CAFÉ  dopo la pausa estiva discuteremo, nel modo informale e stimolante che caratterizza i nostri incontri,   di come bilanciare al meglio le varie componenti di una decisione importante e rischiosa per ogni manager: affidare un compito nuovo ad un collaboratore.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante sui temi di management.  In ogni incontro ci confrontiamo  sulle problematiche che  ci propone un caso reale. Insieme confrontiamo esperienze e  valutiamo  la situazione e  l’efficacia delle soluzioni possibili.
MANAGERS’CAFÉ ti aspetta per discutere insieme un nuovo caso aziendale  il primo mercoledì di ogni mese dalle 18:00 alle 19:30  nella sede di Formazione Network.

MANAGERS’CAFÉ  MERCOLEDÌ  7 Ottobre  2015  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

CASO:   L’azienda  in cui lavora Roberta ha acquisito due nuove importanti commesse, che verranno gestite dal   dipartimento di cui è responsabile. Per far fronte a questi nuovi progetti, Roberta si trova quindi a dover ripianificare le attività del suo team. La scelta del project manager non è facile: il più adatto a rivestire questo incarico è Giovanni, esperto, affidabile e molto competente ma già completamente occupato nella gestione di altri progetti.
La seconda scelta potrebbe essere Francesca che però in questo momento della sua carriera non dimostra di essere molto motivata, il suo impegno è altalenante. Enzo e Paola sono due giovani project manager, veramente entusiasti, ma con poca esperienza e le loro competenze tecniche sono ancora un po’ acerbe.
Che scelta possiamo consigliare a Roberta? Come ripartire le responsabilità di gestione progetto nel suo gruppo?
In base alle scelte fatte, quali saranno le sue sfide personali come manager?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti, scarica il modulo di adesione o invia una mail a  info@formazione-network.it
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Le conversazioni al MANGERS’CAFE’ – Negoziare al Femminile

I temi   che riguardano donne e management, ci sono particolarmente cari (ovviamente! siamo donne!) e non  vogliamo parlarne  solo l’8 Marzo.
marioNel Managers’cafè di aprile abbiamo parlato di negoziazione,  di ciò  che differenzia il modo di decidere  nel business di un uomo o di una donna. Una conversazione interessante, un punto di vista diverso dal solito.  Mario si trova a negoziare con un AD donna, l’obiettivo è chiudere un importante contratto per introdurre un ERP nell’azienda diretta dalla Dr.ssa Rossi.

Siamo partiti raccontandoci   esperienze in cui ci siamo trovati in situazioni simili a quella di Mario e cioè a trattare con una donna che riveste un ruolo di grande responsabilità, un AD o un’imprenditrice. E ci siamo trovati d’accordo nel constatare sia similitudini che differenze.

Paradossalmente è stato più difficile lavorare sulle somiglianze che sulle differenze. Nella conversazione  infatti veniva spontaneo sottolineare cos’è diverso.  Il ruolo  e l’interesse che per la sua azienda sono stati il punto di partenza da cui siamo partiti per trovare gli elementi a cui porre attenzione nel  negoziare  e che accomunano uomini e donne. Le similitudini sono quindi:

  • Avere a che fare con una persona di potere
  • Il pragmatismo nelle scelte e nella visione del progetto
  • l’ interesse al risultato
  • Il profilo personale/professionale della persona non cui trattiamo
  • L’importanza di instaurare una conversazione che abbia degli agganci personali
  • Il livello di delega che l’AD dimostra con i suoi collaboratori

Le differenze che le donne dimostrano sono invece:

  • Maggiore empatia ed capacità di leggere la comunicazione sia verbale che non verbale
  • Maggior pragmatismo
  • Decisionismo
  • Arrivare più preparate  alla negoziazione
  • Visione globale
  • Primo approccio asettico e professionale
  • Attenzione alle modalità di relazione

In altre parole le donne sono più attente ai segnali deboli, ed è più difficile negoziare con una donna soprattutto perché la prima impressione vale molto ed è difficile da modificare. Quindi è fondamentale, come in ogni buona negoziazione,  arrivare davanti alla Dr.ssa Rossi ben preparati e con una strategia precisa.

Partendo dalle considerazioni differenze\somiglianze ci siamo divisi in tre gruppi e abbiamo preparato i seguenti

CONSIGLI PER MARIO:

Caro Mario stai attento a questi PREGIUDIZI, che potrebbero far deragliare la tua trattativa:

  • Pensare che una donna non ha competenza tecnica
  • Dare per scontato  che l’atteggiamento verso la tua proposta sia ostile
  • Trattarla come faresti con tua moglie o una delle tue donne di famiglia – rifletti bene sulle tue abitudini nella  dinamiche di coppia
  • Essere paternalistico
  • La tecnologia è “cosa da uomini”
  • La domanda: Chissà come ha fatto ad arrivare fin lì?  E le risposte banali
  • La sua attenzione  è concentrata solo all’aspetto economico

Inoltre  ti proponiamo tre diverse strategie per negoziare con la Dr.ssa Rossi

STRATEGIA 1 – Fai una presentazione non troppo tecnica, per obiettivi. Definisci con chiarezza agenda e timing, sviluppa un approccio empatico

STRATEGIA 2 – Vestiti  bene, parla in modo educato (niente battute)  e con attenzione. Cerca un confronto empatico. Prediligi, nella presentazione, chiarezza e sintesi. Confrontati con i collaboratori della Dr.ssa Rossi per definire qual è l’approccio migliore. Mantieni sotto controllo i tempi e fai domande.

STRATEGIA 3–  Nell’esporre il progetto lascia spazio alla creatività dell’amministratore, sottolineando i benefici dal punto di vista economico se questo aspetto prevarrà nella valutazione. Lascia che l’amministratore prenda l’iniziativa a livello strutturale (preparazione preventiva, informazione sui tempi e spazi) per valutare quale sia lo spazio alla negoziazione. Prevedi, in un secondo tempo  che ci siano momenti conviviali durante la trattativa.

Usale al meglio e facci sapere cosa è stato utile per arrivare alla firma del contratto.

Vi aspettiamo Mercoledì 6  Maggio– internazionalizzazione, Expo. La storia di TONI

MANAGERS’CAFÈ – 4 Marzo 2015 – Come utilizzare al meglio i consigli che riceviamo per prendere una buona decisione

Café-Philo-Immago
MANAGERS’CAFÉ   è uno spazio informale di incontro in cui trovarsi a discutere di temi di management.  Un’occasione per riflettere su casi reali e sulle loro soluzioni pratiche. Un’occasione per sviluppare l’efficacia manageriale. In questo incontro parleremo di gestione di se stessi discutendo come sempre si un caso reale.
Insieme ci confrontiamo sulla comprensione della situazione e sull’efficacia delle soluzioni possibili.
MANAGERS’CAFÉ  MERCOLEDÌ  4 MARZO 2015  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

CASO:   Giuliano è responsabile di unità di business, molto  stimato nella sua azienda di servizi. L’amministratore delegato gli offre  di diventare il direttore di una nuova filiale in un altro paese europeo. L’apertura di questa nuova sede rappresenta uno degli obiettivi strategici più importanti per l’azienda e per Giuliano è un’opportunità di carriera notevole. Per prendere una decisione  Giuliano si sta consultando con varie persone:  consulenti  con cui ha lavorato da anni e che lo conoscono bene, alcuni amici, la famiglia e il top management dell’azienda. In questo momento la nuova apertura e la sua nomina sono considerate informazioni riservate e quindi non può parlarne con i colleghi. Giuliano sta sentendo molte opinioni contrastanti, emotivamente si sente davanti ad una decisione importante – Come possiamo aiutarlo a utilizzare al meglio tutti i consigli che gli vengono offerti per arrivare ad una decisione?

 La partecipazione è gratuita previa iscrizione e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti. Per adesioni ed informazioni info@formazione-network.it

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