Managers’Cafè – 5 Dicembre 2018 – Natale attività benefiche e coinvolgimento aziendale


Siamo sempre più abituati a lavorare in team che non si incontrano di persona, come si riflette questa distanza sulla gestione dei gruppi e sulle relazioni professionali? Questo mese parliamo dell’equilibrio tra autonomia, controllo e relazioni quando si gestisce un gruppo  che lavora Smart.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  4 APRILE  2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Natale si avvicina e con le festività arrivano anche le cene aziendali, le riunioni di fine anno ed i regali a dipendenti e clienti. Ed in questo periodo l’agenda di Silvia, responsabile marketing e comunicazione interna in un’azienda commerciale, è piena di attività legate a queste tematiche. L’azienda in cui Silvia lavora da qualche anno ha intrapreso un percorso di responsabilità sociale, in linea con la sensibilità dell’imprenditore, che è determinato a dare il massimo contributo, come persona e come azienda, ad attività di volontariato. La maggior parte del budget per i regali aziendali è destinato a sostenere specifiche cause umanitarie. Quest’anno più di altri, durante le riunioni di programmazione delle attività di conclusione dell’anno, le discussioni tra Silvia ed il suo imprenditore si sono concentrate su come coinvolgere di più le persone nelle attività di Responsabilità Sociale d’Impresa. L’obbiettivo è creare un evento di fine anno che sia solidale ed insieme motivante e coinvolgente per le persone dell’azienda. Negli anni precedenti la risposta dei collaboratori ed il loro coinvolgimento erano stati entusiasti a parole, ma tiepidi nella partecipazione.  Silvia vuole trovare un modo più efficace per spiegare ai suoi colleghi il valore delle iniziative sociali e soprattutto dare una buona risposta a quei colleghi che hanno obiettato dicendole “se voglio fare del bene lo faccio per conto mio, non vedo cosa c’entri l’azienda”.  Quali sono le modalità migliori per coinvolgere i propri colleghi in attività di responsabilità sociale d’impresa? Come queste attività possono contribuire a migliorare il clima in azienda?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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L’importanza dell’engagement nell’implementazione della strategia

Magic Per Blog
Di Engagement/Coinvolgimento si parla molto ed a volte ci si chiede se l’importanza che si dà all’argomento sia poi così vitale. In una serie di articoli risponderemo alla domanda

Perché promuovere l’engagement in azienda?

Il nostro approccio alle sfide aziendali, organizzative e di leadership è pratico, partiamo da situazioni realistiche e lavoriamo sull’engagement per costruire migliori performance e soddisfazione per i clienti.

LA STRATEGIA È DEFINITA, MA I MANAGER MOSTRANO SCARSO ENTUSIASMO E L’IMPLEMENTAZIONE RALLENTA

Hai elaborato un piano di sviluppo aziendale per affrontare il mercato e vincerne le sfide. La strategia, il percorso e persino le risorse ci sarebbero. Anzi, ci sono, perché con il tuo gruppo hai definito un piano impegnativo e realistico. Ma…. l’hai appena presentata e c’è già chi mette in dubbio la bontà della strategia, prima ancora di aver fatto, con convinzione, i primi passi nella giusta direzione. I manager non sono molto reattivi e non dimostrano la leadership necessaria per guidare i cambiamenti. Che fare? Organizzare un’altra riunione aziendale per ri-spiegare la strategia? Fare un team building con tutti i manager? Aspettare e sperare che le cose si aggiustino?

Intuitivamente ti rendi conto che i tuoi manager non sono sufficientemente coinvolti con l’azienda per essere veri leader nella realizzazione della strategia. E non ti è chiaro quali azioni dovresti intraprendere per stimolarli e coinvolgerli.

Cos’è l’ Employee Engagement?

Tutti noi abbiamo sperimentato, nella nostra vita lavorativa, momenti di grande coinvolgimento in ciò che stavamo facendo. Pensiamo che l’engagement sia qualcosa di discontinuo, che a volte c’è e a volte scompare. Ma non è così: in azienda, l’engagement si costruisce giorno per giorno, e le organizzazioni che hanno alti indici di engagement lo sanno bene.

Employee Engagement significa avere collaboratori (e Manager! e Direttori!) pronti a dare il meglio di sé, a realizzare i migliori prodotti ed a fornire servizi di altissima qualità.

Employee Engagement si traduce in persone responsabili, che ispirano chi li circonda a creare valore per l’azienda e per i clienti.

Employee Engagement non è un’iniziativa di HR, ma il risultato della spinta, giornaliera, di tutti i leader e di tutti i manager, che lavorano con i loro collaboratori per assicurarsi alta performance e fornire ottimo servizio al cliente.

I manager sono chiave nella costruzione dell’engagement: è grazie al loro lavoro con le persone e con i team che una strategia diventa realtà, e gli obiettivi si trasformano in risultati di business.

Come si costruisce l’ Employee Engagement?

Esiste una formula per costruire l’Employee Engagement: MAGIC!

L’Engagement è la magia che si produce quando, lavorando, diamo Significato a ciò che facciamo (MEANING), sperimentiamo la nostra Autonomia (AUTONOMY), perseguiamo lo sviluppo continuo della nostra competenza ed esperienza (GROWTH), possiamo vedere l’Impatto del nostro lavoro (IMPACT) e manteniamo la relazione  con colleghi e stakeholders  ed connessione attività (CONNECTION). In altre parole, quando sperimentiamo MAGIC!

E quindi, da dove si parte?

Una delle misure più utili per affrontare una situazione di bassa performance organizzativa è un’accurata analisi dell’engagement delle persone, con l’obiettivo di far fiorire l’Employee Engagement nell’organizzazione. Da una buona valutazione della situazione si possono selezionare con sicurezza quelle leve MAGIC che migliorano l’engagement in azienda.

I nostri strumenti di analisi di Engagement indicano con precisione quali sono gli elementi che, nella vostra organizzazione, sostengono l’engagement, quali sono i componenti mancanti e cosa occorre fare per migliorare.  Collaboriamo con i nostri clienti per capire cosa misurare, come misurarlo e che cosa fare per migliorare l’organizzazione.

Formazione Network è il Partner italiano di DecisionWise.  Con gli strumenti di DecisionWise, disponibili anche in Italiano, forniamo ai nostri clienti dati chiari, significativi e completi, su cui costruire azioni efficaci per lo sviluppo della leadership e per il miglioramento dell’engagement dei collaboratori. Il modello di Engagement MAGIC di DecisionWise nasce da 20 anni di ricerca e dall’analisi di decine di milioni di risposte ai questionari di engagement in più di 70 paesi.

Visita il nostro sito per saperne di più.

 

Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Come la leadership influenza il clima aziendale

CRITICI E DETRATTORI (1)

Abbiamo chiuso il 2017 parlando di Emma e dei 4 elementi che incrementano il senso di appartenenza e iniziamo il primo Managers’ Café del 2018 riallacciandoci al medesimo fil rouge: come la leadership influenza il clima aziendale, un argomento che ha riscosso grande interesse (i posti disponibili sono andati letteralmente a ruba), ci dispiace molto non aver accettato tutte le adesioni il nostro spazio è (fisicamente) limitato.
La storia di Lorenzo che ha animato la conversazione del Managers’Cafè  è quella di un direttore di un’unità di Business che a seguito dell’analisi sull‘employee engagement nella sua azienda scopre che nel suo dipartimento c’è un numero considerevole di detrattori.  I detrattori sono quelle persone che restando all’interno dell’organizzazione continuano a parlarne male ed enfatizzano i problemi.  Quando il numero di detrattori non è bilanciato e superato da altrettanti promotori  vi è un serio rischio per la reputazione dell’azienda. L‘effetto negativo sui colleghi  e sul business è equiparabile a quello di un cliente che parla male di un servizio o di un prodotto.  E’ quindi importante intervenire.
Ed è proprio per avere consigli sul da farsi che Lorenzo ha interpellato il MANAGERS’CAFE’ per avere consigli su come affrontare la situazione.

Ovviamente non tutte le persone che criticano l’organizzazione sono detrattori, la critica è un’occasione di miglioramento, è un’opportunità che ci viene data per cogliere le opportunità di cambiamento positivo. Critici e detrattori vanno trattati in modo diverso e quindi la prima sfida che abbiamo lanciato ai nostri ospiti del MANAGERS’CAFE’ è stata quella di distinguerli all’interno di un’organizzazione.  L’abbiamo fatto con Empathy Map , uno degli strumenti che si utilizzano per conoscere il proprio cliente.  Ed ecco i due diversi profili. Fiction vs Non-Fiction Una volta distinti le due tipologie di persone abbiamo iniziato ad tratteggiare un piano di azione che prevede COSA FARE, COSA EVITARE e CHE  RISORSE servono per arginare l’influenza negativa dei detrattori e permettere ai critici di esprimere le proprie opinioni.

Tutti partecipanti sono stati concordi  nel sottolineare che c’è bisogno di fare molta comunicazione interna, bisogna evitare di creare attorno ai detrattori un muro di isolamento e non vanno attaccati personalmente. Le proposte dei critici vanno prese in considerazione,  analizzate e va spiegato l’impatto nell’implementazione. Le risorse necessarie sono tempo, formazione ed  eventi  ludici per i dipendenti.

Una delle conversazioni più interessante è stata proprio quella riguardante il ruolo di Lorenzo, alcuni partecipanti si sono chiesti perché  Lorenzo non si è accorto prima della presenza dei detrattori nel suo gruppo, in un certo senso dando al manager tutte le responsabilità. L’immagine del MANAGER SUPEREROE è radicata, ed è emersa chiaramente dagli interventi. Un Supereroe che se vuole può “quasi” tutto e che sicuramente ha il super potere\dovere di conoscere alla perfezione tutti i suoi collaboratori anche se non dipendono direttamente da  lui (la catena di delega è a più livelli).  In questa visione si sottovaluta il beneficio di un’impostazione  organizzativa che favorisce una comunicazione positiva e che supporta tutti i dipendenti nel proprio viaggio di crescita all’interno dell’azienda.

Il salotto di business del Managers’ Café tornerà il 7 marzo 2018 con un nuovo caso al quale contribuire, per discutere ancora di leadership, engagement, cambiamento, crescita personale, management e vita in azienda.

Se volete partecipare, iscrivetevi alla newsletter o al gruppo di LinkedIn e Facebook per sapere come fare. Le serate  animate da @FormazioneNetwork del Managers’ Café sono  aperte a tutti, fino ad un limite di 20 partecipanti.

Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO.

Managers’Cafè – 7 Febbraio 2018 – Come la leadership influenza il clima aziendale

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Il MANAGERS’CAFE’ riapre le sue porte nel 2018 per parlare di Leadership, opinioni dei collaboratori e clima aziendale. La sfida che la nostra storia ci propone è quella cambiare l’opinione negativa dell’azienda espressa da un gruppo di collaboratori demotivati facendo leva sulla propria leadership.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management. Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  7 Febbraio 2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE:  Lorenzo è il manager di un dipartimento in un’azienda di servizi. A seguito di una analisi di engagement, è emerso che nel suo team il livello di coinvolgimento è inferiore alla media aziendale. Il dato che lo preoccupa maggiormente è legato alla domanda: “Raccomanderei questa organizzazione come un ottimo posto in cui lavorare”. Molti dei suoi collaboratori, con una percentuale decisamente più alta rispetto agli altri colleghi, hanno risposto negativamente. Analizzando i risultati di questa domanda, si può capire quante persone nel gruppo siano promotori attivi dell’azienda e quanti invece siano i detrattori. Lorenzo capisce che, se non agisce al più presto, i detrattori presenti nel suo team potrebbero influenzare negativamente  i colleghi e rovinare un ambiente di lavoro che finora è stato buono.  Inoltre lo preoccupa molto l’effetto che a lungo andare questa opinione negativa sull’azienda avrà sui progetti e sul rapporto con i clienti. Questa volta deve confrontarsi con la sua leadership e la sua capacità di influenzare le sue persone in modo positivo. Che strategie può mettere in atto per far cambiare idea alle sue persone? Di quali strumenti ha bisogno e quali alleati gli servono per essere efficace?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Managers’Cafè – 6 Dicembre 2017 – Integrare due team creando senso di appartenenza

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Il caso di Dicembre ci porta  ad affrontare le problematiche  del senso di appartenenza nell’integrazione di team. Quando due gruppi si uniscono, come succede in una fusione,  è essenziale creare  in questo nuovo team  un buon clima il prima possibile in modo da ottenere i risultati di business grazie al contributo di tutte le persone. Quali sono le leve per accrescere il senso di appartenenza? Talvolta non basta  sviluppare solo le relazioni personali, su cosa puntare?

MERCOLEDÌ  8 Novembre 18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Emma è stata assunta da qualche mese come responsabile del gruppo IT di un’azienda che sta affrontando una fusione.  E’ stata scelta per guidare all’integrazione dei servizi e dell’infrastruttura tecnologica i due team IT, provenienti dalle precedenti aziende.  La Direzione ha deciso infatti di puntare su una persona esterna alle due organizzazioni per assicurare il massimo dell’obbiettività,e perché i due precedenti capi funzione se ne sono andati poco prima del merger. Il compito è arduo, Emma si rende conto che solo un team coeso ed affiatato può ottenere i risultati attesi nei tempi che le sono stati dati. Altra sfida è non perdere, in questo momento delicato, nessuna delle persone che fanno parte del suo team. Dal suo arrivo si è molto impegnata nell’organizzare il gruppo, coinvolgere e motivare le persone, incoraggiandole a dare il massimo. Il suo approccio è stato molto relazionale, ha investito sull’integrazione dei due team da un punto di vista personale, improntando le relazioni professionali sul confronto aperto e la convivialità.  La maggior parte delle persone, pur a diverso livello di entusiasmo, hanno apprezzato l’approccio di Emma ed hanno iniziato a collaborare fattivamente tra di loro. Ma non tutti: una minoranza non trascurabile sembra impermeabile. Quali altri strategie di connessione può utilizzare Emma? Oltre alle relazioni sociali, quali sono le altre forme per aumentare il senso di appartenenza ad un’organizzazione?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Magic – Scoprire i segreti dell’engagement

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Manuali MAGIC TRAININIG

Siamo a Milano con i partner europei di Decision Wise per seguire il corso di certificazione MAGIC. Abbiamo l’opportunità di lavorare con il Dr. Dave Mason,  uno degli autori del libro MAGIC e  MASTER trainer.

Quali sono le leve dell’engagement e come funzionano prima di tutto su di noi? Cosa ci coinvolge nel nostro lavoro e cosa ci spinge a passare questo fine settimana in aula ad imparare?  Queste sono le domande da cui siamo partiti venerdì mattina.

Abbiamo esplorato e sperimentato il valore del MEANING, il significato riscoprendo i nostri valori profondi.  Ci siamo confrontati  sul concetto di AUTONOMIA   per valutare quale sia il giusto livello e come accompagnare le persone ad individuare il tipo di autonomia di cui hanno bisogno per sentirsi motivati.

Quando si analizza l’engagement tutti i fattori sono collegati, passare dall’autonomia alla crescita GROW ed all’IMPATTO è indispensabile. Sul concetto di crescita ci siamo chiesti se è un valore per tutte persone.

La consapevolezza di quanto la  connessione, CONNECTION, sia fondamentale per il coinvolgimento; connessione sociale, valoriale e pratica, quando si fanno delle cose insieme.

Nelle prime due giornate abbiamo lavorato su noi stessi, pensando alla nostra esperienza di lavoro attuale ed alle esperienze passate. Individuando il valore del engagement per la nostra vita professionale e non solo.

Nell’ultimo giorno ci siamo rimessi il nostro cappello di formatrici e consulenti ed abbiamo analizzato il corso per diventare  esperte nel proporlo ad altri.

In autunno abbiamo in programma di preparare un’edizione di MAGIC dedicata a chi si occupa di RIsorse umane nelle aziende ed una per gli IMPRENDITORI.

Grazie ai colleghi danesi di Training Gallery, francesi di MindsUP!, slovacchi di INSIDEHCS e turchi di Sucess Programme confrontarsi sulle metodologie formative, con l’aiuto di Dave, è stato veramente efficace.

 

 

 

Si può parlare di engagement se i collaboratori non sono soddisfatti al lavoro?

img_20161005_192237_resized_20161121_055910583.jpgLa teoria sulla motivazione sviluppata da Frederick Herzberg spiega come la soddisfazione sul lavoro sia influenzata da due fattori distinti: i fattori motivanti ed i fattori di base, detti anche “fattori di igiene”. Tra i fattori motivanti troviamo le sfide del lavoro, il riconoscimento, la responsabilità di ciò che si fa. I fattori di igiene si riferiscono invece ad elementi come la retribuzione, i benefits, le condizioni in cui si opera, il tipo di supervisione, la sicurezza del posto di lavoro. Herzberg ci suggerisce che la presenza dei fattori di igiene non crea motivazione, ma la loro assenza sicuramente è causa di demotivazione. Quando un’organizzazione non soddisfa i fattori di igiene, l’insoddisfazione cresce ed i collaboratori ben presto si rivolgono altrove, cercando un’altra situazione lavorativa che soddisfi   loro bisogni di base.

Ma non pensiamo che, tra i fattori di igiene, la retribuzione sia l’unico davvero importante. Willis Towers Watson ha riportato, nello studio rilasciato in Settembre del 2016[1], che tra i 4 principali elementi che incoraggiano i collaboratori a rimanere in azienda (o li spingono ad andarsene alla ricerca di prati più verdi), ben 3 sono riconducibili a fattori di igiene: la retribuzione, l’ambiente fisico di lavoro e la sicurezza dell’impiego.

Questi sono i 3 fattori che danno alle persone la serenità d’animo per dedicarsi appieno a ciò di cui sono responsabili al lavoro, e, quando necessario, fare anche di più di quanto richiesto.

La sicurezza del posto di lavoro, la retribuzione e tutti i benefit associati al ruolo sono indispensabili, ma non ci danno, da soli, la motivazione ad essere davvero engaged in quello che facciamo, ed affrontare quindi le sfide del ruolo dando tutto ciò che abbiamo.

Sicurezza, compenso e benefit sono fattori di igiene, non causano la soddisfazione, ma la loro perdita provoca molto velocemente demotivazione ed insoddisfazione.

La sicurezza del posto di lavoro non è certo un benefit, ma, essendo un fattore di igiene come retribuzione e benefit, ci aiuta a capire che investire soldi ed energia per migliorare al di là del necessario i fattori di igiene o introdurne di nuovi non aumenta nè soddisfazione dei collaboratori nè la loro performance. D’altra parte, la mancanza di questi fattori può causare gravi danni, demotivando i collaboratori e provocando il loro allontanamento, fisico o mentale, dall’azienda.

In conclusione, mentre la soddisfazione dei collaboratori è un prerequisito per il loro engagement, i fattori di soddisfazione (fattori di igiene) non portano all’engagement. La soddisfazione è solo il prezzo del biglietto di entrata alla motivazione.

[1] 2016 Global Talent Management and Rewards, and Global Workforce Studies