Managers’Cafè LEGNAGO – 29 Novembre 2018 – EDIZIONE SPECIALE IN COLLABORAZIONE CON ORIENTA

Al MANAGERS’CAFE’  ti invita ad un’edizione speciale organizzata a Legnago per l’inaugurazione della nuova sede di Orienta. 
Vi riproponiamo la storia di Renato, che ha generato molto interesse ed è stata un’occasione per discutere del ruolo delle  riunioni nella nostra vita professionale, della loro utilità, di come renderle efficaci strumenti di lavoro e motivanti per chi vi partecipa.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

 

GIOVEDI’ 29 Novembre    2018  18.00-19.30
Orienta BURO 37, VIA FRATTINI 37 – LEGNAGO

IL CASO AZIENDALE:  Renato ha da poco cambiato ruolo ed azienda. Fino a ieri si è fatto le ossa come tecnico esperto all’interno di una sussidiaria italiana di una grande multinazionale tedesca. In questa azienda Renato è cresciuto molto, ha sviluppato le sue competenze tecniche ed ha fatto parte di un gruppo ben rodato. Arrivato nella nuova azienda, prende le redini di un piccolo gruppo, che ora è solo di 3 persone,e che però, nel giro di un anno, dovrebbe crescere fino a raddoppiare. Renato è determinato ad impostare le cose nel miglior modo possibile, ed ha iniziato istituendo delle riunioni settimanali con il suo gruppetto, per monitorare l’andamento del lavoro. Inoltre ha già anticipato a tutti che vuole vederli individualmente, almeno una volta al mese. Le sue persone sembrano apprezzare l’attenzione che Renato dimostra per la comunicazione interna, ma dopo un paio di mesi le riunioni  di aggiornamento sono ancora il momento in cui il gruppo “si conosce” e non producono i risultati pratici che Renato si aspettava. Anche gli incontri individuali vengono troppo spesso posticipati dai collaboratori, che sono presi dalle urgenze. Renato non capisce che cosa sta succedendo, e si chiede come può far capire ai suoi come meglio usare il tempo di riunione. Come spiegare quali sono le sue aspettative? Come può sviluppare le sue riunioni in modo che diventino occasioni di lavoro produttivo? E soprattutto, come coinvolgere le sue persone e motivarle a partecipare attivamente?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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MANAGERS’CAFÉ è gestito e facilitato dai coach e consulenti di Formazione Network, che mettono a disposizione la loro ricca e diretta esperienza di consulenza organizzativa e di sviluppo di leadership e di business.
Sei un manager, un dirigente, un imprenditore,  un professionista? Ti aspettiamo al MANAGERS’CAFE’.
Partecipando attivamente al MANAGERS’CAFÉ ti eserciti ad affrontare e risolvere i momenti problematici della tua vita.

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Nuovo ruolo, quali nuovi atteggiamenti per consolidare la leadership?

Il  ricomincia dopo la pausa estiva e proprio di inizi e cambiamenti parliamo nella storia di Emanuele. Il nome è di fantasia, ma il caso è realmente accaduto: un manager si è rivolto a  Formazione Network  per gestire al meglio un’importante  svolta della propria carriera: passare da collaboratore a manager.

Prima di quanto si aspettasse, Emanuele è stato scelto dal proprio responsabile  per un’avanzamento di carriera,  se da una parte questo nuovo ruolo lo riempie di soddisfazione dall’altra non si può negare che la sfida faccia anche un po’ paura.  Diventare manager significa imparare a stare in prima linea e consolidare la propria  leadership

La domanda che ci poniamo al MANAGERS’CAFE’ è  ” Come devi cambiare tu perché la percezione degli altri sia adeguata alla crescita di carriera che stai facendo?” 
Stiamo parlando di cambiamento di atteggiamenti, non di  sviluppo di  competenze.  E per essere più specifiche abbiamo chiesto ai nostri partecipanti quali sono gli comportamenti  che caratterizzano un leader nelle 5 aree 

  • Visione/strategia
  •  Gestione di sé
  • Gestione degli altri
  •  Decisione
  •  Responsabilità

Ecco di seguito i cambiamenti da collaboratore a leader nelle diverse aree.

In ogni area abbiamo anche evidenziato le situazioni più difficili che un leader di nuova nomina può incontrare

SITUAZIONE PIÙ DIFFICILE PER UN LEADER CHE VUOLE DIMOSTRARE VISIONE E STRATEGIA: 

Non dare una buona impressione. Avere delle contestazione riguardo al suo modo di presentarsi nella nuova funzione di leader. Essere poco credibile, poiché non è visto come guida.

SITUAZIONE PIÙ DIFFICILE PER UN LEADER CHE VUOLE DIMOSTRARE GESTIONE  DI SE’:  Richiamo ai collaboratori. Capacità di controllare la propria ansia, arrabbiatura nel richiamare uno dei propri collaboratori e gestire il rapporto post-richiamo.

SITUAZIONE PIÙ DIFFICILE PER UN LEADER CHE VUOLE DIMOSTRARE GESTIONE DEGLI ALTRI:   Proporre un progetto formativo che disattende le aspettative dei partecipanti e le aspettative del management. Selezionare ed inserire una  persona che crea danni organizzativi.

SITUAZIONE PIÙ DIFFICILE PER UN LEADER CHE VUOLE DIMOSTRARE DECISIONE:   Dover prendere  una decisione per il bene dell’azienda che è  in contrasto con le esigenze degli colleghi.

SITUAZIONE PIÙ DIFFICILE PER UN LEADER CHE VUOLE DIMOSTRARE RESPONSABILITA’:  Scegliere di investire su un collaboratore che poi si rivela non essere all’altezza. Comunicare in modo incoerente e demotivante. Creare false aspettative di crescita/sviluppo.

E’ stata una conversazione veramente interessante quella sul passaggio di ruolo. Avere avuto degli esempi di Leader positivi aiuta nel trovare un nuovo equilibrio personale nel rivestire un ruolo di maggior responsabilità.  I nostri partecipanti si sono focalizzati sulle difficoltà relazionali, mettendo un po’ in secondo piano le difficoltà nel comprendere ed impersonare la strategia aziendale. 

Ci ha colpito la grande presenza femminile, trovate che donne e uomini si pongono diversamente davanti a una situazione come quella di Emanuele?

Il ManagersCafé tornerà di consueto il primo mercoledì del mese la prossima settimana con un argomento che, viste le iscrizioni massicce è di grande interesse: gestire riunioni efficaci.  

Il prossimoappuntamento per Formazione Network sarà, invece, il weekend del 10 e 11 novembre con un corso intensivo di un giorno e mezzo: INVENTA IL TUO FUTUROPROFESSIONALE, un percorso che guida e sostiene chi si trova in un momento di cambiamento, di reinserimento o di reinvenzione professionale. Comprendere la solitudine del cambiamento e affrontare i propri dubbi insieme ad altre persone permette di vedere più chiaramente nei momenti di svolta. Qui trovate tutte le informazioni che vi servono.

Se l’articolo vi è piaciuto, potete condividerlo via mail o attraverso i vostri social con i bottoni qui sotto.

#DaCollaboratoreALeader #VisioneStrategica #GestioneDiSé #GestioneDegliAltri #decisione #responsabilità #formazione #ConsulenzaOrganizzativa #BusinessCoaching

Managers’Cafè – 7 Novembre 2018 – Come sviluppare occasioni di lavoro produttivo con le riunioni

Al MANAGERS’CAFE’  di Novembre ci interroghiamo sul ruolo delle riunioni nella nostra vita professionale, sulla loro utilità e su come renderle efficaci come strumenti di lavoro e motivanti per chi vi partecipa.

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MERCOLEDÌ  7    2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE:  Renato ha da poco cambiato ruolo ed azienda. Fino a ieri si è fatto le ossa come tecnico esperto all’interno di una sussidiaria italiana di una grande multinazionale tedesca. In questa azienda Renato è cresciuto molto, ha sviluppato le sue competenze tecniche ed ha fatto parte di un gruppo ben rodato. Arrivato nella nuova azienda, prende le redini di un piccolo gruppo, che ora è solo di 3 persone,e che però, nel giro di un anno, dovrebbe crescere fino a raddoppiare. Renato è determinato ad impostare le cose nel miglior modo possibile, ed ha iniziato istituendo delle riunioni settimanali con il suo gruppetto, per monitorare l’andamento del lavoro. Inoltre ha già anticipato a tutti che vuole vederli individualmente, almeno una volta al mese. Le sue persone sembrano apprezzare l’attenzione che Renato dimostra per la comunicazione interna, ma dopo un paio di mesi le riunioni  di aggiornamento sono ancora il momento in cui il gruppo “si conosce” e non producono i risultati pratici che Renato si aspettava. Anche gli incontri individuali vengono troppo spesso posticipati dai collaboratori, che sono presi dalle urgenze. Renato non capisce che cosa sta succedendo, e si chiede come può far capire ai suoi come meglio usare il tempo di riunione. Come spiegare quali sono le sue aspettative? Come può sviluppare le sue riunioni in modo che diventino occasioni di lavoro produttivo? E soprattutto, come coinvolgere le sue persone e motivarle a partecipare attivamente?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Managers’Cafè – 3 Ottobre – Nuovo ruolo, quali nuovi atteggiamenti per consolidare la leadership?

Il MANAGERS’CAFÉ riapre le sue porte e riprendono le conversazioni ed il confronto sui temi di business che ci toccano più da vicino.Questo mese vivremo con Emanuele l’entusiasmo e la paura dell’affrontare un ruolo nuovo e più sfidante. Ci confronteremo su come, davanti a maggiori responsabilità, possiamo individuare i comportamenti  che consolidano la leadership e ripensare agli atteggiamenti che vanno modificati per fare il “salto di qualità”.

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MERCOLEDÌ  3 Ottobre  2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE:  Emanuele è emozionato perché, prima di quanto si aspettasse, il suo capo gli ha proposto una promozione: diventerà, dall’inizio del prossimo anno, HR manager nell’azienda dove ha sempre lavorato. La sua ancor giovane carriera è iniziata in amministrazione; Emanuele si è specializzato poi in amministrazione del personale ed infine, nell’ultimo anno, ha iniziato ad occuparsi anche di selezione e formazione. Una carriera iniziata dal basso e progredita con costanza negli anni, grazie alle qualità di Emanuele, che si è sempre dimostrato abile nel trovare soluzioni positive anche nelle situazioni più tese. Fino ad oggi Emanuele si è sempre dimostrato una valida spalla per il suo diretto superiore. Oggi però, il suo direttore è stato incaricato di gestire le risorse umane di un’altra business unit del gruppo in aggiunta a quella in cui opera Emanuele, ed ha quindi bisogno di avere una persona a cui delegare la presenza e molta dell’operatività. Non si può negare che la sfida faccia anche un po’ paura ad Emanuele, che sa di dover imparare a stare in prima linea. Quali sono i comportamenti che consolideranno la leadership di Emanuele, quali atteggiamenti deve modificare, adesso che avrà una responsabilità maggiore?

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Le sfide personali e professionali nell’essere il capo di un amico

ProeContro

Oggi primo mercoledì di Agosto il MANAGERS’CAFE‘ è in vacanza ma vogliamo farci ricordare e stimolare, anche se in questo periodo solo virtualmente, la riflessione sulle situazioni che emergono nel lavoro. Riprendiamo quindi le conversazioni del MANAGERS’CAFE’, in cui vi raccontiamo le considerazioni dei nostri ospiti durante gli  incontri.

Il tema da cui ripartiamo è quello che abbiamo affrontato a Maggio: come instaurare una buona relazione professionale con un collaboratore che è anche un amico.

Al lavoro passiamo almeno un terzo delle nostre giornate ed è normale che si stringano con colleghi  relazioni che a volte diventano amicizie profonde. In questo caso il confine tra il rapporto professionale e l’amicizia è ben chiaro. Quali sono invece le sfide nella situazione opposta, in cui  un amico viene a lavorare con noi?  Cosa  fare per stabilire dei confini sani tra il rapporto professionale e quello personale?

Queste sono le domande emerse dalla storia di Ezio, capo dipartimento di una società Informatica che ha urgente bisogno di un bravo Project Manager, e che ha selezionato per la posizione un caro amico.

Per affrontare l’argomento abbiamo considerato i pro e contro, per l’azienda e per il manager nell’inserire  nel proprio team un amico.

Blue Classification Table Graphic Organizer

Fondamentalmente da quanto è emerso la velocità di inserimento è un fattore chiave a favore dell’assunzione di un amico. I contro emergono in un secondo momento se il Manager non è preparato a gestire possibili difficoltà che mettono in discussione la sua leadership o la sua amicizia.

Il MANAGERS’CAFE’ ha preparato 7 situazioni difficili in cui, dalla nostra esperienza, si potrebbe trovare il manager ed abbiamo chiesto ai partecipanti di immaginarsi concretamente ciò che potrebbe succedere, identificare la peggiore azione che il manager potrebbe fare in quella situazione e quindi, con un ribaltamento logico, trovare l’azione o le azioni che possono risolvere i problemi.

Spesso è più facile identificare ciò che non dobbiamo fare anziché ciò che dobbiamo fare, per questo motivo abbiamo utilizzato il metodo FLIP. Partire dal negativo e girare in positivo.

Situazione 1 che ha impatto negativo sulla Reputazione del Manager:
Fidarsi ciecamente  progetto sviluppato dall’amico e accorgersi solo successivamente che si sono verificati dei problemi / emersi errori.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile: Dare tutta la responsabilità al suo amico, anziché mettersi in discussione.  O, peggio, trovare un altro capro espiatorio per coprire le mancanze del suo amico.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione: Strutturare un processo di controllo sull’operato di Silvano.

Situazione 2 che ha un impatto negativo sulla Reputazione dell’Amico:
Promozione dell’amico. Viene vista come raccomandazione e non come merito. Idem per ogni sua conquista.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile: Festeggiare platealmente i meriti e le competenze dell’amico.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione: Strategia a breve termine: informare tutti i colleghi dei progetti e di come sono stati condotti, in particolare dall’amico.  Strategia a medio termine: informare tutti delle responsabilità che il nuovo ruolo di Silvano comporta.  Strategia a lungo termine: attuazione di un sistema di valutazione delle prestazioni di tutti i componenti del team (chi dimostra, cresce).

Situazione 3   che ha un impatto negativo sui ProgettiDurante una riunione, Silvano espone e sostiene le sue ragioni “oltre” il professionale, rendendo faticoso, per Ezio, contenerlo.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Non arginarlo, anzi appoggiarlo attribuendo colpe ad altri reparti / colleghi.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Arginarlo durante la riunione, facendo una battuta che “rompa” il ghiaccio creato a seguito della reazione dell’amico.  Dopo la riunione, chiamarlo per una conversazione professionale il  comportamento adeguato all’ambiente di lavoro.

Situazione 4  che ha un impatto negativo sui ClientiReclamo da parte del cliente sul progetto realizzato dall’amico dove le responsabilità di ambo le parti non sono così chiare.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Scaricare le responsabilità sulla squadra dicendo al cliente che le colpe sono dei suoi collaboratori.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Il manager chiarisce al suo interno le responsabilità e insieme al team definisce una strategia per   rispondere al reclamo e migliorare i rapporti con il cliente.

Situazione 5  che ha un impatto negativo sul loro Rapporto di AmiciziaIn caso di mancato raggiungimento degli obbiettivi, il giudizio negativo ha un impatto negativo sull’amicizia.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Cambiare il ruolo all’amico. L’essere indulgente verso l’amico, creando una situazione poco obbiettiva e ingiusta verso il resto del team.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Feedback strutturato all’amico con un piano di miglioramento. Disponibilità personale.

Situazione 6 che ha un impatto negativo sui Rapporti con gli altri Dipartimenti:  Il Manager ed  il suo team sono responsabili di un progetto aziendale interdipartimentale. l’amico è capo progetto e  compie errori che ricadono sul lavoro degli altri con effetto domino. Il manager non ha la forza di farglielo capire e questo genera malcontento e perdite economiche.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile:  Il manager e l’amico si accordano per nascondere gli errori commessi , facendo ricadere la colpa sugli altri componenti del team con gravi conseguenze disciplinari (lettera di richiamo).
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  Riunirsi con gli altri dipartimenti per capire quale sia la situazione, fare un’analisi di quanto non ha funzionato nel processo. Trovare i correttivi da attuare (affiancamento di Silvano, divisione migliorativa dei compiti affidati, comprendere anche quanto il carattere abbia influenza…).

 Situazione 7   che ha un impatto negativo sul Rapporto con il Capo del Manager:  Difficoltà nel progetto per tempo e/o costi non in linea con le previsioni.
AZIONE  peggiore che il manager potrebbe fare in una situazione simile: Nascondere / coprire il problema. Peggio ancora,  fornire dati falsi.
AZIONE da fare, trasformando l’azione peggiorativa in una (o più) azioni che migliorino la situazione:  “Abbiamo un problema”: riunione di team con l’Amministratore Delegato per condividere i dati ed un piano di intervento. il Manager prende da parte l’amico e, prima della riunione di team, gli fa presente che la fiducia in lui è alta e, proprio per questo, si aspetta che un problema simile venga a segnalato molto prima.

Anticipare le situazioni critiche e sapere già come muoversi in casi simili ci prepara, ci rende consapevoli dei rischi e ci premette di ottenere il meglio de noi stessi e dai nostri collaboratori.

In sintesi siamo arrivati alla conclusione che un Manager può lavorare con amici se ha forti competenze di feedback, di comunicazione,chiarezza nell’esprimere le proprie aspettative, e di gestione di team. E’ importante essere consapevoli che la percezione che abbiamo degli altri dipende moltissimo dall’ambiente in cui li frequentiamo. Lavorare con un amico o un’amica significa conoscersi meglio, da punti di vista nuovi, non dobbiamo quindi dare nulla per scontato.
Fatto questo primo passo, il rapporto lavorativo e personale potrà svilupparsi al meglio.

A voi è capitato di lavorare con un amico o un’amica? Com’è andata? Se volete, fatecelo sapere e racconteremo la vostra storia.

Il Managers’Café tornerà il primo mercoledì di ottobre, è  aperto a tutti fino ad un limite di 20 partecipanti. Seguiteci nei  gruppi di Linkedin e Facebook .
Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO.

Ti sfido a motivarmi!

Magic Per Blog

Qual è la tua principale responsabilità, come leader di questa organizzazione?” Quando lavoro ad un nuovo progetto di coaching con un manager o un leader, inizio spesso la conversazione con questa domanda. La risposta che sento più spesso è: “Sono responsabile di motivare le mie persone”. Ed io sono profondamente d’accordo con questo parere: esiste ed è dimostrato uno stretto legame tra leadership e motivazione. Ma, allo stesso tempo, penso anche che questa risposta è fuorviante.

Nel suo libro Good to Great, Jim Collins racconta di come le aziende davvero eccezionali non si preoccupano di motivare i propri collaboratori. Piuttosto si concentrano nel selezionare le persone giuste, quelle che sanno motivarsi da sole. E quindi la domanda cruciale per tutti i leader è: Come gestisco le persone in modo da non demotivarle?

Trovare la giusta risposta a questa domanda non è banale. Il problema se lo pongono anche molte organizzazioni che si rivolgono a noi per far crescere l’engagement in azienda. Spesso, il loro modo  di pensare all’engagement sottintende però che la motivazione ed il coinvolgimento con l’azienda sia qualcosa che “si fa ai” collaboratori. Niente di più errato: il ragionamento che fanno si basa sull’assunto ingannevole che i collaboratori sono motivati, in modo estrinseco, da riconoscimenti (o punizioni) esterne. Ma questa non è motivazione: semplicemente i riconoscimenti rinforzano i miei comportamenti utili ed aumentano la probabilità che io li ripeta nel prossimo futuro. E quindi la mia performance dipende da un continuo passare da un riconoscimento all’altro. Quando il riconoscimento viene a mancare, semplicemente non sono più incentivato a coltivare buoni comportamenti e il mio interesse si rivolge altrove.

Ma il mio motore interno, quella motivazione intrinseca che mi muove a fare del mio meglio per costruire valore per l’azienda, non viene alimentato in questo modo. I riconoscimenti estrinsechi funzionano, anzi sono necessari per stabilire una base sufficiente di soddisfazione nel mio lavoro. Ma non funzionano certo per favorire la mia voglia di dare il meglio di me. E soprattutto, non determinano motivazione sostenuta sul lungo periodo.

Nella realtà, la motivazione vera, quella individuale, risente soprattutto dell’influenza diretta dell’ambiente in cui lavoro, del clima che si respira nel mio team e dal rapporto che ho con il mio manager diretto. È chiaro che se sono sottopagato, se sono preoccupato per la stessa esistenza del mio impiego o se non ho a disposizione i mezzi per poter fare un buon lavoro, la mia soddisfazione andrà a picco e molto probabilmente me ne andrò alla prima occasione. E però, io mi alzo al mattino contento di andare al lavoro solo se l’ambiente in cui vivo tutti i giorni sostiene la mia motivazione intrinseca.

E quindi, tornando alle teorie di Collins, dare il giusto sostegno alla motivazione dei collaboratori è un componente fondamentale del ruolo di ogni manager, che è responsabile di

  • portare a bordo le persone giuste, capaci di motivarsi da sole
  • creare l’ambiente in cui le persone possono scegliere, ogni giorno, di auto-motivarsi
  • ed infine gestire in modo da non de-motivare i collaboratori

È la managerialità diffusa quella che sostiene la motivazione intrinseca, innata in tutti noi. Per creare il giusto ambiente, i manager, a tutti i livelli, devono sviluppare le competenze del “engaging manager”.  Un manager esperto e consapevole delle proprie responsabilità e competenze può migliorare notevolmente l’impegno, il coinvolgimento, e di conseguenza la performance, della propria squadra. Il nostro corso MAGIC Le 5 chiavi dell’ engagement è rivolto a tutti i Manager ed alle persone delle Risorse Umane che vogliono comprendere quali sono le leve per migliorare il proprio coinvolgimento e portare la magia dell’engagement nel loro ambiente di lavoro.

Se vuoi conoscere i nostri strumenti di analisi dell’engagement visita il nostro sito 

Managers’Cafè – 4 Luglio – Come gestire il sempre connessi quando siamo in vacanza?


L’estate è finalmente arrivata e molti di noi si stanno preparando a partire per una meritata vacanza. Oggi però il lavoro può seguirci ovunque, grazie alle mail ed al cellulare siamo sempre raggiungibili e sempre connessi. Quanto spazio lasciare nel nostro bagaglio per le responsabilità del nostro lavoro è una scelta personale. E’ meglio dimenticarsi, per un po’ di tempo almeno, di tutto e di tutti, oppure è meglio continuare a presidiare, anche se a distanza? Ne converseremo in questo Managers’Cafè, prima di salutarci e ritrovarci, ristorati, dopo le vacanze

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MERCOLEDÌ  4 Luglio  2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE:  Giovanna è responsabile di un gruppo di 15 persone, in una azienda di ingegneria. I progetti sono tanti e, l’anno pur avendo portato grandi soddisfazioni, è stato veramente pesante e Giovanna è davvero molto stanca. Tra una settimana finalmente partirà con tutta la famiglia per 2 settimane di meritate ferie! L’anno scorso, durante le vacanze estive, Giovanna non ha mai del tutto abbandonato il contatto con l’azienda e con il suo gruppo: ha sempre guardato la posta e seguito, anche se da lontano, l’andamento dei progetti. E’ sempre stata disponibile, rispondendo prontamente alle telefonate del suo capo (l’amministratore delegato) e dei suoi collaboratori. Sicuramente si è riposata lo stesso, ma non quanto avrebbe voluto, soprattutto perché non è mai riuscita a “dimenticare” le preoccupazioni lavorative. D’altra parte, quando è tornata in ufficio le è bastata mezza giornata ed era già al passo con tutte le attività. Oggi, alla soglia di questa nuova sospirata vacanza, si sta chiedendo se questa sia stata una buona strategia o se invece un maggior distacco sarebbe più produttivo. Quanto ci è utile staccare, lasciare il lavoro in ufficio ed allentare la tensione durante le vacanze? Quando è personalmente difficile?  Fa bene ai nostri collaboratori sentirsi “soli” durante le nostre ferie? Ed al nostro capo?

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