Le conversazioni del Managers’Cafè – Chiacchiere al caffè da remoto

Il Managers’Cafè ha riaperto le sue porte virtuali, dopo la pausa estiva, il primo  mercoledì di ottobre. Abbiamo parlato della storia di Nicoletta, intraprendente manager che decide di intervenire per rendere la comunicazione interna tra colleghi più fluida e recuperare, anche nello smart working, quella convivialità, ricca di informazioni e generatrice di nuovi rapporti che c’è nelle aziende quando si lavora fisicamente nello stesso spazio.
Tutti i nostri partecipanti hanno concordato che lavorare da remoto, anche se per certi versi molto comodo, non ci dà la possibilità di coltivare quelle relazioni estemporanee con i colleghi  che “condivano” di umanità le nostre giornate in azienda. Ci mancano quelle quattro chiacchiere in cui si conversa della nostra vita quotidiana, si commentano i fatti di cronaca e gli avvenimenti aziendali.

Sbizzarrendoci con la fantasia, Formazione Network ha proposto  varie iniziative a Nicoletta; dal dado della telefonata in cui ognuno è invitato a chiamare un collega in base al risultato casuale generato da un tiro di dadi alla stanza (virtuale) del caffè in cui si entra, quando si fa una piccola pausa dal lavoro, e si “incontra” telematicamente i colleghi in pausa. Ognuna di queste proposte ha i suoi pro ed i suoi contro ma tutte dipendono dalla capacità che abbiamo nel coinvolgere i colleghi a parteciparvi.

La domanda di Nicoletta, fulcro di questo incontro,  è stata: come motivare i colleghi a partecipare ad iniziative che da remoto favoriscono lo scambio tra le persone all’interno dell’azienda?

I partecipanti del Managers’Cafè, divisi in piccoli gruppi, oltre che a conoscersi tra di loro hanno cercato risposte  a questa non facile  domanda. (Ebbene si,  anche  on-line siamo riuscite a mantenere le buone abitudini dell’edizione in presenza  del Managers’Cafè e far lavorare le persone in gruppo).

La nostra storia ha due aspetti che vanno oltre la situazione contingente covid.
Innanzitutto il creare e mantenere rapporti tra colleghi che si incontrano poco è un problema sentito da tutte quelle aziende che hanno diverse sedi oppure che hanno un sistema di smart-working ben avviato  da tempo.
In secondo luogo, ancora più basilare, qualsiasi iniziativa, qualsiasi modifica del modo operandi introduciamo  deve essere sostenuta da un progetto che aiuti le persone nel cambiamento.  Lo sappiamo cambiare è difficile per tutti e solo la spinta del volerlo fare ci aiuta ad affrontare lo sforzo.

Le leve per motivare al cambiamento sono:

  • Fare proprio lo scopo del cambiamento. Comprendere il PERCHE’
  • Essere RESPONSABILI e partecipi al CAMBIAMENTO: partecipare attivamente.
  • Vedere l’impatto positivo del cambiamento.

Tornando all’obbiettivo di Nicoletta di coinvolgere i suoi colleghi nel partecipare al progetto per rendere più vive le relazioni informali nella sua azienda durante il lavoro da remoto, i partecipanti del Managers’Cafè hanno lavorato per identificare le  iniziative che favoriscono la comprensione dello scopo, la responsabilizzazione delle persone e  la consapevolezza dell’impatto  in due momenti cruciali del progetto all’inizio e dopo 2 mesi.

Ecco qui i risulati


Sicuramente un progetto come questo ha bisogno della partecipazione di tutti ed è quindi essenziale favorire nella sua ideazione e realizzazione la collaborazione. Perché funzioni, questa iniziativa non può essere esclusivamente  una proposta calata dall’altro ma deve essere  elaborata insieme ai colleghi. Anzi i colleghi più giovani, sia in senso anagrafico sia quelli che sono in azienda da meno tempo dovrebbero avere un ruolo centrale. I giovani perché possono insegnarci ad incontrarci  e conoscerci con  strumenti nuovi  ed in modo diverso. Le persone da poco in azienda perché sono quelle che maggiormente hanno bisogno di coltivare le relazioni.

Tutti abbiamo apprezzato l’idea di far partire il progetto accompagnandone il lancio con un oggetto reale (una tazza, un gadget) perché il poter coinvolgere i nostri sensi rende più vera ed importante  la relazione con le persone e le idee.

Interessanti gli articoli di HBR sul lavorare senza un’ufficio  da cui sono tratte le immagini che  aprono questo articolo.

Prossimo Managers’Cafè Mercoledì 4 Novembre alle 18.  Iscriviti, ti aspettiamo.

Caro Futuro- Le conversazioni del webinar: La Managerialità in tempi di covid

 

 

From  Formazione Network : cosa notate nei vostri collaboratori e nei team in questa fase di transizione?

  • Io sto notando molta incertezza, tanta attesa, mancanza di basi per poter prendere decisioni. Di conseguenza, timore nel pianificare qualsiasi cosa…
  • la vita online prosciuga l’energia
  • per quanto riguarda me e il mio team e i colleghi, è cambiato poco o nulla. La vera sfida è ed è stata coordinare la presenza in casa di tutta la famiglia e le diverse esigenze di spazi e strumenti di lavoro e studio
  • ci mettiamo tanto a prendere le stesse decisioni di prima. Tornando in ufficio bisogna riprendere le procedure e modi di lavorare (diverso da prima e durante il periodo da casa)
  • il mio team ha continuato a lavorare in maniera efficiente anche da casa. Tuttavia, la mancanza di confronto diretto che è una parte preponderante del nostro lavoro si fa sentire più sul piano psicologico.
  • per noi è l’esatto contrario, le decisioni sono state prese molto più velocemente, e direi che siamo stati più efficienti da casa, ma il team è super stressato…
  • io ho notato anche un abbassamento di creatività, cioè all’inizio pensavo che questa nuova dimensione ci avrebbe permesso di spaziare in nuove idee, invece io mi sento con il cervello bloccato. Lo imputo anche al fatto di avere sempre lo sguardo che mette a fuoco il video che è a pochi centimetri dagli occhi e così non si guarda lontano. Ma è una mia sensazione!
  • E’ stato più complesso gestire le risorse junior appena entrate in azienda che oltre a dover capire il contesto di lavoro si sono dovute trovare a gestire anche una modalità di lavoro nuova
  • io ho continuato a fare programmazione e creare connessioni, ho collegato tutti gli impiegati tutte le mattine affinché continuassero a lavorare insieme come in ufficio per mantenere le relazioni. In realtà, pensandoci, il team mi è sembrato diventare semplice esecutore, non più proattivo, only follower behaviour.

Ecco alcune osservazioni dei partecipanti a Caro Futuro: La Managerialità in tempi di covid.

E voi cosa avete notato?

VI aspettiamo al prossimo webinar

Caro futuro: strategie e modelli mentali per gestire l’incertezza.
Questo seminario sarà molto pratico condivideremo con voi la struttura di un piano di lavoro.

Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Smart working: le sfide nell’equilibrio tra autonomia e controllo

Lo SMART WORKING è diventato sinonimo di flessibilità del lavoro e di risparmio in termini di spostamenti, spazi ed energia. E’ un modo di lavorare in cui l’ufficio perde la sua importanza come luogo di ritrovo quotidiano delle persone, gli incontri ed il coordinamento avvengo grazie agli strumenti tecnologici che ci connettono anche se siamo fisicamente distanti.

Questo modo di lavorare  richiede, da parte di tutti, una modalità di gestione delle attività diverso ed è proprio questa diversità che abbiamo investigato al MANAGERS’CAFE’ di AprilePaolo, il protagonista della nostra storia, è il manager di una decina di persone, che opera in autonomia fuori dall’ufficio per la gran parte del tempo. Recentemente, al gruppo è stato assegnato un progetto molto complesso e innovativo, che sfiderà le competenze di tutti. La Direzione chiede a Paolo di relazionare spesso ed in modo molto dettagliato sull’andamento del progetto; in altre parole esige un controllo stretto su un progetto che per l’azienda è critico.

Paolo si trova davanti ad un dilemma che non è facile risolvere, come aumentare il controllo senza demotivare le persone. Se lavorassero tutti nello stesso ufficio vedrebbe come stanno andando le attività e con modi informali sarebbe più facile informarsi sullo stato di avanzamento del progetto. Ma Paolo è in un certo senso cieco, i suoi sono lontani e si sentono solo per le riunioni programmate di progetto.

Ed è proprio il coordinare senza vedere quello che fanno gli altri, in un certo senso alla cieca, che abbiamo simulato al Managers’Cafè.  Abbiamo assegnato ad ogni gruppo il compito di descrivere la stanza, con l’obbiettivo che tutti i membri del team  siano pronti a rispondere in modo omogeneo a domande sulla descrizione eseguita. I capi del team hanno indossato la loro mascherina, per lavorare alla cieca.

Veder lavorare i diversi gruppi con il coordinatore bendato è stato veramente interessante. Tutti gruppi hanno scelto un metodo di comunicazione simile, un portavoce del gruppo teneva aggiornato il coordinatore e gli altri comunicavano liberamente tra di loro.

Al termine dell’esperimento abbiamo chiesto ai gruppi cosa avrebbero cambiato e cosa avrebbero rifatto. In sintesi  la comunicazione nel team e con il coordinatore, la suddivisione dei compiti è stata positiva mentre andrebbe migliorato l’ascolto del cliente, la condivisione delle modalità di lavoro e dei dettagli, ed una maggiore attenzione ai tempi.

I suggerimenti  per coordinare un team remoto che sono emersi in modo molto chiaro durante questo MANAGERS’CAFE’ sono:

  • ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: oltre alla suddivisione dei compiti è importante condividere i metodi, gli schemi di lavoro. Spesso ci si concentra solo sul cosa deve essere fatto piuttosto che sul come farlo (metodologia condivisa), in questo modo si rischia di dover utilizzare più tempo per mettere insieme i contributi di tutti.
  • CONTROLLO:Il coordinatore remoto rischia di disturbare il suo team se non tiene a bada l’ansia di controllo. Mantenere alta la motivazione dei collaboratori è essenziale ed è il vero elemento da controllare se si vuole assicurare il successo del progetto ed il rispetto dei tempi.
  • COMUNICAZIONE: Il team per lavorare bene da remoto deve avere ampi spazi di confronto tra team. La comunicazione non deve passare solo attraverso il coordinatore. Ciò è abbastanza controintuitivo, spesso infatti si pensa che il coordinatore debba, per favorire l’efficienza raccogliere tutte le informazioni e poi redistribuirle ai membri del team. In realtà più i è proprio questa comunicazione, talvolta informale, che manca ai team quando lavorano da remoto ed è questa comunicazione che rende più efficace il lavoro e sicuro il risultato.

Il Managers’ Café torna il 9 Maggio  con i suoi casi e le sue domande. Se volete partecipare, iscrivetevi

Le serate  animate da @FormazioneNetwork del Managers’Café sono  aperte a tutti, fino ad un limite di 20 partecipanti. Seguiteci nei  gruppi di LinkedIn e Facebook .

Managers’Cafè 4 Aprile 2018 – Smart working: le sfide nell’equilibrio tra autonomia e controllo


Siamo sempre più abituati a lavorare in team che non si incontrano di persona, come si riflette questa distanza sulla gestione dei gruppi e sulle relazioni professionali? Questo mese parliamo dell’equilibrio tra autonomia, controllo e relazioni quando si gestisce un gruppo  che lavora Smart.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  4 APRILE  2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: L’azienda di Paolo ha adottato uno stile di lavoro smart e sta favorendo attivamente il lavoro da casa. Questo cambiamento è importante per l’azienda, che vuole trattenere i suoi talenti migliori. Paolo, il protagonista della nostra storia, è il manager di una decina di persone, che opera in autonomia fuori dall’ufficio per la gran parte del tempo. Per Paolo ed il suo gruppo il cambiamento verso lo smart working è stato facile, perché, nel corso degli anni, hanno costruito all’interno del team legami personali molto forti. Recentemente, al gruppo è stato assegnato un progetto molto complesso e innovativo, che sfiderà le competenze di tutti. La Direzione chiede a Paolo di relazionare spesso ed in modo molto dettagliato sull’andamento del progetto; in altre parole esige un controllo stretto su un progetto che per l’azienda è critico. Paolo, che è abituato a lasciare ai suoi grande autonomia, non sa bene come giustificare il necessario cambiamento di stile di gestione. In questa situazione, ha l’impressione che i rapporti con le sue persone lo limitino nella sua autonomia di leader. Come può Paolo esercitare controllo senza demotivare le sue persone? Può mantenere buoni rapporti personali con i suoi ed allo stesso tempo non farsene influenzare nelle sue decisioni come leader del gruppo? In che modo introdurre strumenti di controllo a distanza che non siano percepiti come indebite ingerenze sull’autonomia dei collaboratori?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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