Le considerazioni di Elisa – la fiducia al managers’cafè

Nasce da questo mese la collaborazione tra Elisa Brunelli ed il MANAGERS’CAFE’

Elisa nel suo blog ci racconta cosa ha imparato e come utilizza nel suo lavoro i suggerimenti che emergono nelle conversazioni del MANAGERS’CAFE’.

Leggete il suo articolo e se siete curiosi di utlilizzare l’analisi di TEAM TRUST di Formazione Network, scriveteci ve lo mandiamo.

Le conversazioni del Managers’Cafè – Come ri-costruire la fiducia in un team

Il tema della fiducia è un’argomento centrale nelle relazioni umane ed in quelle professionali ancora di più. Ed infatti l’incontro di Febbraio, in cui ci siamo interrogati su come ricostruire fiducia in un team, è stato estremamente interessante, abbiamo finito le sedie (eravamo al massimo della nostra capienza) e la conversazione è stata intensa e vivace.

La Fiducia ha a che fare con quanto ci sentiamo al sicuro nella relazione con l’altro, una sicurezza che è sia fisica che psicologica. In altre parole la fiducia è uno stato emotivo determinato da molti fattori alcuni razionali altri che dipendono dalle nostre esperienze precedenti o da motivazioni profonde e di difficile comprensione.
Per creare un clima in cui la fiducia può germogliare e svilupparsi, dobbiamo innanzitutto comprendere come funziona: i vari modi in cui può essere data, costruita o rotta. Una volta comprese le sue basi possiamo insegnare a noi stessi come agire o reagire perché la fiducia cresca anche nelle situazioni più sfidanti.

Nella nostra storia, alle orecchie  dei due manager Luciano e Matilde sono arrivate voci per cui i colleghi e le colleghe nel nuovo team non avevano fiducia uno nell’altro.  Luciano e Matilde hanno l’obbiettivo di di integrare i loro gruppi di lavoro in modo che collaborino costantemente. Queste persone,  che si conoscono da diversi anni, riportano ai loro capi tutta la loro diffidenza quindi per  meglio comprendere cosa vuol dire non avere fiducia abbiamo identificato le  diverse motivazioni per cui ciò può avvenire:

  • Non Fiducia che i colleghi risponderanno alle aspettative/richieste
  • Non Fiducia che i colleghi prenderanno le giuste decisioni
  • Non Fiducia che i colleghi rappresenteranno bene me/noi e l’organizzazione
  • Non Fiducia  nella discrezione dei colleghi
  • Non Fiducia che i colleghi saranno rispettosi nelle relazioni interpersonali

Ai  partecipanti del MANAGERS’CAFE’, suddivisi in gruppi abbiamo chiesto quali, nella loro esperienza personale, sono stati i pensieri e le emozioni che hanno provato in una situazione in cui non avevano fiducia per una delle motivazioni elencate.

Costruire fiducia è possibile se si risponde alle domande, spesso non espresse, che le persone si stanno facendo tenendo conto anche dello stato emotivo che stanno vivendo.

I gruppi di lavoro hanno quindi identificato le azioni utili per ricostruire fiducia nelle diverse situazioni.

La fiducia reciproca è essenziale per il buon funzionamento di un team, essere consapevoli di quale aspetto della fiducia è, o potrebbe essere minato ,ci permette di definire una strategia di azione semplice ma efficace. La comprensione dei nostri stati d’animo e la capacità di esprimerli con equilibrio definendo anche le aspettative che abbiamo nella relazione lavorative con i colleghi e i collaboratori ci permette di prendere distanza emotiva e ricostruire un clima di fiducia.

Il prossimo MANAGERS’CAFÉ  sarà Mercoledì 4 Marzo e parleremo di conflitti.

Managers’Cafè 5 Febbraio 2020 – Come ri-costruire la fiducia in un team?

La fiducia reciproca è essenziale per il buon funzionamento di un team. E se questa fiducia non c’è? Come ricostruire la fiducia tra persone che si conoscono da tempo e non hanno stima reciproca? Ne parleremo insieme al prossimo MANAGERS’CAFE’

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  5 Febbraio 2020   18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: L’azienda in cui lavorano Luciano e Matilde ha deciso di ristrutturare la propria organizzazione, per offrire ad un crescente numero di clienti prodotti di alta qualità, ed al contempo mantenere sotto controllo i costi di produzione. In questa riorganizzazione, il dipartimento Ricerca e Sviluppo, guidato da Luciano, dovrà collaborare in modo molto più stretto e trasversale con il gruppo guidato da Matilde, che porta all’industrializzazione i prototipi. Fino a questo momento i due gruppi avevano lavorato in modo molto indipendente, e le persone, pur conoscendosi da tempo, hanno avuto poche occasioni di collaborare direttamente.  Luciano e Matilde sono entusiasti delle possibilità di innovazione e qualità che la nuova organizzazione trasversale può portare. Dopo i meeting che entrambi hanno fatto per presentare la riorganizzazione al proprio gruppo, sono rimasti spiacevolmente sorpresi dai commenti dei loro collaboratori. Molte persone hanno dimostrato di non fidarsi delle capacità e della buona volontà degli altri. Cosa possono fare Luciano e Matilde per favorire un clima di fiducia? Quali sono i rischi insiti nell’ignorare i problemi di fiducia tra i singoli collaboratori? Come superare il peso delle esperienze pregresse e garantirsi la collaborazione?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Come scegliere il miglior team possibile?

La settimana scorsa al MANAGERS’CAFE’ abbiamo parlato di come coinvolgere un team, e non era un team qualsiasi ma un team “perfetto” costruito a tavolino da Viola con l’aiuto dei partecipanti dell’incontro di Ottobre.  Quale strategia ha usato Viola,responsabile marketing di un’azienda che ha la responsabilità di lanciare sul mercato due nuovi prodotti strategici per lo sviluppo del business,  ve lo raccontiamo in questo articolo.
Nell’esperienza comune,  condivisa con i partecipanti,  di solito non capita mai di poter scegliere  veramente chi vuoi nella squadra di progetto. Costituire il gruppo di lavoro è sempre  un compromesso ed una negoziazione  tra chi vorresti e chi è disponibile e non coinvolto in altre attività.
Nella nostra storia invece,  Viola ha la sponsorizzazione dell’amministratore delegato per scegliere tutte le persone che desidera.  Il progetto è, infatti,  una priorità assoluta per l’azienda e quindi la sfida che fronteggia è: deve decidere come decidere!

Voi lettori quali criteri utilizzate per scegliere il vostro team? Come costruire un team perfetto, quello che risponderà al meglio davanti alle difficoltà di un progetto impegnativo con tempi di realizzazione strettissimi? Sarà meglio partire dalle competenze, in modo da avere la giusta professionalità per raggiungere le milestone con sicurezza oppure lavorare con persone che hanno un’attitudine tale da mantenere un clima positivo davanti a qualsiasi circostanza?

Le persona al MANAGERS’CAFE’ si sono  divise quasi a metà davanti alla scelta partire dalle competenze o dalle attitudini.  Le attitudini sono quelle qualità quasi innate che una persona utilizza spontaneamente e senza fatica, quegli aspetti di noi che ci caratterizzano agli occhi degli altri. Mentre le competenze sono le capacità di operare che sviluppiamo nella nostra carriera.

Seguendo le preferenze dei nostri ospiti abbiamo diviso la platea in gruppi per determinare a tavolino, in modo estremamente teorico, le caratteristiche  del miglior team possibile.  Tutti si sono messi al lavoro e grazie ad animate conversazioni hanno definito le caratteristiche in termini di competenze o attitudini dei componenti del gruppo di progetto.

Mettendo poi insieme chi ha lavorato sulle attitudini con chi lo ha fatto con le competenze, sono emersi  dei veri e propri profili per individuare le 5 persone che dovranno partecipare al progetto diretto da Viola. Grazie a questi profili la nostra Project Manager potrà scegliere nella sua azienda chi più si avvicina alle descrizioni individuate.

E’ stato divertente vedere la tipologia di gruppi che sono emersi. I profili del team scelti sono stati molto diversi l’uno dall’altro ma avevano tutti una caratteristica comune: la diversità. Persone diverse, alcune molto molto creative accompagnate da altre con un forte senso della realtà, alcune con poche competenze (giovani) altre espertissime.  Le descrizioni dei team erano così vivide che ce li siamo immaginati quasi li avessimo conosciuti.

La discussione è stata molto interessante  ed alla fine si è concentrata sulla figura di Viola, su come dovrà comportarsi per assicurare che il gruppo di lavoro sia efficace.   Infatti in questo caso, come nella realtà, è il leader che si deve adattare al gruppo per fare in modo che la diversità diventi una ricchezza  ed il motore di questi team.

Siete curiosi di utilizzare lo schema per creare il profilo del team del prossimo progetto? Scriveteci, ve lo mandiamo!

 

Managers’Cafè 2 Ottobre 2019 – Come scegliere il miglior team possibile?

Riprendono gli incontri del MANAGERS’CAFÉ  e per iniziare dopo la pausa estiva ti aspettiamo per  riflettere insieme sulle scelta dei  componenti di un team per un progetto sfidante ed impegnativo.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  2 Ottobre 2019  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Viola è direttore marketing in una media multinazionale italiana con filiali in Europa, negli Stati Uniti ed in Giappone. L’azienda è in piena espansione ed ora sta puntando su una serie di prodotti innovativi per consolidare la sua presenza nel mercato internazionale. Il ruolo di Viola prevede che sia lei la responsabile del lancio di questi prodotti, uno dei quali particolarmente strategico per il futuro del business. L’Amministratore Delegato le ha dato carta bianca per costruire il miglior team per il progetto; in altre parole può scegliere chi vuole per lavorare con lei. I tempi sono stretti, il lavoro da fare è molto e soprattutto ci saranno molti partner da coordinare, sia interni che esterni all’azienda. Viola deve far partire il suo team al più presto, e soprattutto si rende conto che, vista la scadenza molto sfidante, non può fare errori di scelta: deve trovare e coinvolgere fin da subito le persone giuste per costruire insieme un team coeso, che velocemente prende in mano e porta avanti il lancio del prodotto. Grazie all’aiuto dell’Amministratore Delegato, Viola ha già iniziato a pensare ad alcune persone che conosce bene, ma sa che deve anche ampliare il suo sguardo ad altri colleghi, con cui non ha mai collaborato prima. La scelta è complessa, qual è il modo migliore per affrontarla? Quali sono i criteri per scegliere le persone giuste per il team? A chi chiedere supporto? Che domande deve fare per capire se la scelta è corretta?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – L’arte di coinvolgere un team si impara?

Il 6 marzo, come ogni primo mercoledì del mese, siamo tornati a parlare e confrontarci nel salotto del Manager’s Cafè. Il tema discusso è stato quello del team branding e di come promuovere efficacemente la propria squadra di lavoro.

La storia che ci ha ispirato è quella di Chiara, Francesca, Giovanna e Marta, quattro project manager di un’azienda tecnologica che, da un anno a questa parte, si sono trovate a lavorare insieme in un team. La principale sfida che devono affrontare è quella di lasciare un ruolo di servizio ai tecnici per diventare un punto di riferimento e di leadership nella gestione dei progetti aziendali; infatti, pur essendo già ben conosciute nel loro ambiente lavorativo, le nostre Project Manager si sono rese conto che il loro cambiamento di ruolo non è stato ancora percepito all’interno dell’azienda. La domanda che, dunque, si pongono e dalla quale noi abbiamo iniziato la nostra discussione è: come si può efficacemente promuovere e far conoscere il ruolo di un team all’interno dell’organizzazione?

Per sintonizzarci al meglio sulla situazione ci siamo divisi in piccoli gruppi e abbiamo cominciato ad affrontare la questione proposta suddividendola in due passaggi fondamentali. Innanzitutto, ci siamo concentrati sul processo di creazione di un’identità di team condivisa e “pubblicizzabile”. La prima operazione è stata, dunque, quella di immaginare un team e definire la sua identità e coesione attraverso la riflessione su tre aspetti fondamentali: gli obbiettivi del team, i suoi risultati concreti e le regole esplicite ed implicite che lo contraddistinguono.

Dopo aver dato una forma precisa al nostro gruppo e nel contempo aver  raggiunto un buon “spirito di squadra”, siamo passati alla seconda fase: individuare le parole chiave per descrivere il nostro team. Sono queste parole chiave che, nel confronto e nella conversazione con le altre persone presenti, fanno percepire cos’è davvero il nostro team, che cosa ci si può aspettare da noi, cosa vogliamo ottenere ed in quale modo ci relazioniamo con gli altri, non come individui ma come membri di un team coeso.

A conclusione dei lavori si è osservato come il team branding sia un’attività che richiede un grande spirito di collaborazione e di condivisione. Il pieno coinvolgimento del singolo nell’identità del gruppo è, infatti, fondamentale sia nella definizione interna del team sia nella sua promozione all’esterno; per ottenere un brand riconoscibile è fondamentale che sia prima di tutto riconosciuto univocamente dai suoi “ambasciatori”. E voi che ne pensate?  ci sono altri  passaggi da considerare per la creazione di un brand di team? Ritenete che siano fondamentali anche altre competenze? Avete avuto esperienze simili da condividere? Scrivetecelo nei commenti!

Vi aspettiamo al prossimo MANAGERS’CAFE’ mercoledì 3 aprile presso Formazione Network (Viale Nino Bixio, 2) dalle 18:00 alle 19:30 con un altro caso di business sul quale confrontarci con voi. Abbiamo posto per sole 20 persone, prenotatevi per tempo.

Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO e a Davide Tanto per la redazione del post.