Managers’Cafè – 7 Febbraio 2018 – Come la leadership influenza il clima aziendale

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Il MANAGERS’CAFE’ riapre le sue porte nel 2018 per parlare di Leadership, opinioni dei collaboratori e clima aziendale. La sfida che la nostra storia ci propone è quella cambiare l’opinione negativa dell’azienda espressa da un gruppo di collaboratori demotivati facendo leva sulla propria leadership.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management. Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  7 Febbraio 2018  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE:  Lorenzo è il manager di un dipartimento in un’azienda di servizi. A seguito di una analisi di engagement, è emerso che nel suo team il livello di coinvolgimento è inferiore alla media aziendale. Il dato che lo preoccupa maggiormente è legato alla domanda: “Raccomanderei questa organizzazione come un ottimo posto in cui lavorare”. Molti dei suoi collaboratori, con una percentuale decisamente più alta rispetto agli altri colleghi, hanno risposto negativamente. Analizzando i risultati di questa domanda, si può capire quante persone nel gruppo siano promotori attivi dell’azienda e quanti invece siano i detrattori. Lorenzo capisce che, se non agisce al più presto, i detrattori presenti nel suo team potrebbero influenzare negativamente  i colleghi e rovinare un ambiente di lavoro che finora è stato buono.  Inoltre lo preoccupa molto l’effetto che a lungo andare questa opinione negativa sull’azienda avrà sui progetti e sul rapporto con i clienti. Questa volta deve confrontarsi con la sua leadership e la sua capacità di influenzare le sue persone in modo positivo. Che strategie può mettere in atto per far cambiare idea alle sue persone? Di quali strumenti ha bisogno e quali alleati gli servono per essere efficace?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Come integrare due team e creare senso di appartenenza


Al MANAGERS’CAFE’ di Dicembre abbiamo affrontato una tematica che sta a cuore ad ogni responsabile di team e che si riassume nella capacità di creare senso di appartenenza nella propria squadra di lavoro, per la propria azienda. Per parlarne siamo partiti dal caso di Emma, la responsabile del dipartimento IT, assunta dopo la fusione tra due aziende proprio per   integrare team e  processi produttivi.

Per raggiungere il suo obbiettivo di integrazione  Emma ha puntato sul potenziare e migliorare i rapporti interpersonali; ha organizzato sia team building che momenti formali ed informali di incontro tra le sue persone, convinta che la leva più importante per sviluppare senso di appartenenza sia quella relazionale.

I risultati raggiunti con questo approccio non soddisfano appieno Emma che si è rivolta al Managers’Cafè proprio per un consiglio:  Quali sono gli elementi che contribuiscono ad aumentare il senso di appartenenza in un team?

Ogni leader, come Emma, ha delle carte da giocare per accrescere e sviluppare il senso di appartenenza nel suo team. E con delle reali CARTE MAGIC abbiamo giocato con i partecipanti presenti il 6 Dicembre all’ultimo MANAGERS’CAFE‘ del 2017.

Senso di Appartenenza le aree di sviluppo

Un gruppo si forma intorno ad un obbiettivo o ad una passione e questo tutti noi l’abbiamo sperimentato nella nostra vita personale e professionale. Una volta creato il gruppo  si mantiene coeso grazie al senso di appartenenza che si crea rinforzando le relazioni  personali, quelle valoriali\ideali, il legame con le ciò che si fa (attività) e con gli elementi materiali. 

Nell’infografica a fianco le leve che un leader può utilizzare per sviluppare senso di appartenenza. Abbiamo chiesto ai nostri partecipanti di scegliere, usando le  CARTE MAGIC dell’appartenenza,  gli elementi  che  su di loro funzionano nel cementare il loro  senso di appartenenza.  Non siamo infatti tutti uguali, alcuni elementi sono più importanti per talune persone e meno fondamentali per altri.

A questo punto la conversazione si è sviluppata in piccoli gruppi. Ogni gruppo ha elaborato dei suggerimenti per Emma ( e per chiunque voglia sviluppare spirito di squadra).

Ecco i consigli

Per aumentare il senso di appartenenza attraverso LE RELAZIONI INTERPERSONALI:

  • creare una bacheca social aziendale gestita dal gruppo stesso con momenti aziendali da condividere e convegni ai quali poter partecipare
  • organizzare un evento aziendale nel quale si spiegano i motivi della fusione e i valori aziendali che vanno ad aumentare il senso di appartenenza, offrendo un gadget hi-tech (es.: porta-tablet) creato per l’occasione
  • organizzare una caccia al tesoro con indizi IT “connessi ed interconnessi” con relativi premi hi-tech
  • lasciare il tempo necessario alle relazioni per crescere e consolidarsi senza creare senso di soffocamento

Per aumentare il senso di appartenenza attraverso GLI IDEALI:

  • condividere i valori aziendali
  • analizzare periodicamente il clima aziendale, evidenziando i punti di forza e di debolezza delle persone e dell’azienda stessa
  • chiedere al team quali sono i loro valori ideali

Per aumentare il senso di appartenenza attraverso LE ATTIVITÀ:

  • ristrutturare l’organigramma aziendale e renderlo pubblico in modo condiviso, esplicitando quale sia il ruolo di ogni persona, precedentemente chiarito in un incontro privato
  • definire e distribuire chiaramente le singole responsabilità
  • coinvolgere fattivamente le persone nella definizione dei processi
  • rivedere e verificare periodicamente le attività
  • organizzare momenti formativi interni nei quali ogni persona del team presenta aggiornamenti e novità agli altri
  • intervistare ogni persona del team per avere proposte dirette circa il miglioramento della propria attività, come nuovi programmi o corsi di aggiornamento

Per aumentare il senso di appartenenza attraverso GLI ELEMENTI MATERIALI:

  • creare una casa comune progettata insieme al gruppo
  • creare un luogo di aggregazione ad alta tecnologia
  • rendersi attrattivi per i giovani
  • poter personalizzare il proprio posto di lavoro in modo creativo
  • un giorno alla settimana, istituire un pranzo comune con catering auto-gestito

E’ bello ragionare a budget infinito!  Quali azioni mettereste in atto, quali proposte fareste all’azienda per aumentare il vostro senso di appartenenza e quello dei vostri colleghi e collaboratori?

Il MANAGERS’CAFE’ saluta il 2017 e vi aspetta nel 2018! Grazie a tutti i partecipanti ed a chi ci legge. Il 2018 sarà ricco di novità. Stay tuned

 

Un Grazie particolare  a Paola Angelucci per il suppor SEO

Le conversazioni del Managers’Cafè – Bilanciare competizione e collaborazione per il successo personale e di team.

DSC_0194Competezione vs Collaborazione, un contendere su cui si discute moltissimo nelle organizzazioni. E’ meglio spronare i collaboratori mettendoli in competizione tra di loro oppure è fondamentale sviluppare uno spirito di  collaborazione che dal team si estende al cliente? Cosa succede in un gruppo quando una persona viene vissuta dagli altri come troppo competitiva o troppo collaborativa?

Queste sono le domande e le riflessioni che hanno dato avvio al MANAGERS’CAFE’ di novembre in cui abbiamo parlato della storia di Alessio che, motivato dalla volontà di emergere, è stato giudicato dai colleghi che lavorano con lui troppo competitivo, tanto da chiederne l’allontanamento. E’ vero che la situazione di Alessio è particolare, è uno dei membri di un  team di integrazione che sta lavorando sui processi organizzativi a seguito della fusione di due aziende. Nel momento in cui due aziende si uniscono è necessario eliminare, se ce ne sono, le funzioni doppie e questo scatena generalmente ansie e competizione.

La storia di Alessio ci dà  l’occasione di discutere come bilanciare COMPETIZIONE e COLLABORAZIONE, utilizzando o favorendo questi due atteggiamenti a seconda delle situazioni specifiche.  E per riflettere sull’argomento abbiamo organizzato una sfida a squadre: i partecipanti si sono divisi e sono stati sfidati  in due manche di gara la prima nel trovare i PRO della COMPETIZIONE, i e i PRO della COLLABORAZIONE. Nella seconda manche nel trovare i CONTRO della COMPETIZIONE ed i CONTRO della COLLABORAZIONE.

Innanzitutto i contenuti sono stai molto interessanti, collaborazione e competizione hanno  pro e contro simili. E’ stato posto l’accento su quanto la COMPETIZIONE sviluppi stress e d’altra parte permetta alle persone di valorizzare le proprie competenze.  Per quanto riguarda  la COLLABORAZIONE favorisce l’innovazione ed rappresenta una sinergia tra le competenze del gruppo che permette di raggiungere obbiettivi sfidanti, la collaborazione richiede però più tempo e può essere demotivante.

Dalla gara sono emersi anche molti pregiudizi su COMPETIZIONE E COLLABORAZIONE, i più significativi riguardano il rapporto con la LEADERSHIP e l’AUTOAFFERMAZIONE.  Entrambe queste competenze si possono esprimere sia in un contesto competitivo che collaborativo, l’esempio più concreto di ciò sono gli sport di squadra in cui gli atleti spiccano sia per doti personali che per leadership anche se giocano a favore e con la squadra.

L’ultima considerazione del divertente incontro, perché ci siamo proprio diverti tutti grazie alla dinamica che abbiamo scelto per animare la conversazione, è che mettere due squadre in competizione tra loro favorisce una collaborazione anche tra persone che non si conoscono e che si vedono per la prima volta.

In sintesi collaborazione e competizione servono entrambe, e per avere successo personali dobbiamo sempre avere dei comportamenti che rispettano gli altri: potremmo sintetizzare dicendo che il motto ideale dovrebbe essere COLLABORAZIONE CON LE PERSONE COMPETIZIONE SULLE IDEE.

VI aspettiamo al MANAGERS’CAFE’ di Mercoledì 6 Dicembre per parlare di integrazione di due team: Iscrivetevi

Ringraziamo Paola Angelucci per il supporto SEO

 

Managers’Cafè – 6 Dicembre 2017 – Integrare due team creando senso di appartenenza

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Il caso di Dicembre ci porta  ad affrontare le problematiche  del senso di appartenenza nell’integrazione di team. Quando due gruppi si uniscono, come succede in una fusione,  è essenziale creare  in questo nuovo team  un buon clima il prima possibile in modo da ottenere i risultati di business grazie al contributo di tutte le persone. Quali sono le leve per accrescere il senso di appartenenza? Talvolta non basta  sviluppare solo le relazioni personali, su cosa puntare?

MERCOLEDÌ  8 Novembre 18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Emma è stata assunta da qualche mese come responsabile del gruppo IT di un’azienda che sta affrontando una fusione.  E’ stata scelta per guidare all’integrazione dei servizi e dell’infrastruttura tecnologica i due team IT, provenienti dalle precedenti aziende.  La Direzione ha deciso infatti di puntare su una persona esterna alle due organizzazioni per assicurare il massimo dell’obbiettività,e perché i due precedenti capi funzione se ne sono andati poco prima del merger. Il compito è arduo, Emma si rende conto che solo un team coeso ed affiatato può ottenere i risultati attesi nei tempi che le sono stati dati. Altra sfida è non perdere, in questo momento delicato, nessuna delle persone che fanno parte del suo team. Dal suo arrivo si è molto impegnata nell’organizzare il gruppo, coinvolgere e motivare le persone, incoraggiandole a dare il massimo. Il suo approccio è stato molto relazionale, ha investito sull’integrazione dei due team da un punto di vista personale, improntando le relazioni professionali sul confronto aperto e la convivialità.  La maggior parte delle persone, pur a diverso livello di entusiasmo, hanno apprezzato l’approccio di Emma ed hanno iniziato a collaborare fattivamente tra di loro. Ma non tutti: una minoranza non trascurabile sembra impermeabile. Quali altri strategie di connessione può utilizzare Emma? Oltre alle relazioni sociali, quali sono le altre forme per aumentare il senso di appartenenza ad un’organizzazione?

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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MANAGERS’CAFÉ è gestito e facilitato dai coach e consulenti di Formazione Network, che mettono a disposizione la loro ricca e diretta esperienza di consulenza organizzativa e di sviluppo di leadership e di business.
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Le conversazioni del Managers’Cafè – Rientro al lavoro, motivazione e coinvolgimento


Può capitare a tutti, come è accaduto a Diego (il protagonista della storia del mese) al suo rientro dopo le ferie, di mancare di mordente e di sentirsi più svogliati e meno motivati nel lavoro. Forse ciò avviene quando la situazione al lavoro si stabilizza, le sfide hanno perso il sapore della novità o ci sentiamo un po’ isolati e rischiando di diventare preda del pericoloso tran-tran quotidiano. A qualsiasi livello e in qualsiasi posizione, questa sensazione difficile da definire in cui il lavoro ci pesa particolarmente è un sintomo da tenere d’occhio e da non sottovalutare. Non è facile  ritrovare quell’energia che ci permette di  riprendere la rotta ed avere maggiore soddisfazione professionale (per sé stessi e per l’azienda).

Queste sono le considerazioni che hanno aperto la conversazione al MANAGERS’CAFE’ di ottobre in cui l’argomento centrale è stato come riconoscere e cosa fare quando la nostra personale motivazione nel lavoro sembra averci abbandonato.

Diego, un senior manager di una multinazionale commerciale, al ritorno dalle ferie si rende conto della propria mancanza di motivazione e coinvolgimento(engagement), e dell’influenza del suo umore su tuttoil suo team.  Ci siamo chiesti come, in una situazione simile a quella di Diego si possa capire meglio cosa influenza la nostra motivazione nel lavoro,  quali sono le leve che aumentano la motivazione individuale e come attivarle.

Tutti noi abbiamo nelle nostre mani delle leve di coinvolgimento (engagement) che a volte non utilizziamo poiché non ne siamo neppure consapevoli.  Al MANAGERS’CAFE’ ci siamo interrogati si  cosa possiamo fare per coltivare in noi il coinvolgimento ed raggiungere un maggior BENESSERE lavorativo.

Siamo partiti considerando le 5 ” MAGICHE” LEVE dell’Engagement,

M – Meaning (significato): sapere perché facciamo ciò che facciamo e condividerlo interiormente.

A – Autonomy (autonomia): poter scegliere come lavorare per dare il meglio di sé nel lavoro.

G – Growth (crescita): evolvere la propria professionalità grazie a stimoli e sfide.

I – Impact (impatto): riconoscere gli effetti e l’utilità dei risultati ottenuti.

C – Connection (connessione): sentire un forte sentimento di appartenenza e collegamento.

ed abbiamo chiesto ai partecipanti  di scegliere che oggi, nel loro lavoro, risulta critica.

Si sono creati così 4 gruppi, che hanno discusso quali sono gli elementi\indicatori\situazioni che indicano la mancanza di M/A/G/I/C e cosa si può fare per trasformare queste situazioni negative in fonti positive per il nostro coinvolgimento lavorativo. Ecco i risultati della nostra conversazione.  M di Meaning manca perché tra i partecipanti non era un’area di insteresse.

Spendere bene le nostre energie nel lavoro ci dà soddisfazione, siamo in grado di affrontare le sfide più difficile spinti da una grande forza. Quando tutto ciò si affievolisce è importante chiedersi quali leve non stanno funzionando e una volta compreso ciò che ci manca essere attori proattivi della nostro engagement.

Approfondisci anche tu il tuo livello di engagement, utilizza il nostro questionario di autovalutazione e mandaci un feedback.

Grazie a Paola Angelucci – Coautrice del post.