Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Far uscire dal guscio un collaboratore restio

Lo scorso 3 aprile, accompagnati dalle prime vere piogge primaverili, ci siamo incontrati numerosi per l’appuntamento mensile nel salotto del MANAGERS’CAFE’. La serata è stata caratterizzata da una riflessione approfondita sul tema del feedback e dei comportamenti legati ad esso.
La storia presa come spunto di discussione è stata quella di Gianluca, manager proveniente da una multinazionale che è diventato responsabile di un team di produzione ed assistenza in un’azienda più piccola. Gianluca ha fin da subito cercato di far valere la propria esperienza per migliorare l’organizzazione generale e la gestione dei collaboratori. La sua strategia non è, però, stata quella di attuare una rivoluzione repentina, ma piuttosto ha cercato di introdurre piccoli cambiamenti un poco alla volta. Questo approccio ha avuto un discreto successo, ma rimane il problema delle relazioni con i quattro coordinatori del team. I rapporti con essi rimangono, infatti, abbastanza freddini, in particolare con Luciano, il quale si ritrae sulla difensiva ogni volta che Gianluca cerca di dargli un feedback. Per questo motivo, Gianluca ha deciso di concentrarsi sul miglioramento dell’aspetto relazionale partendo proprio da Luciano e ponendosi le seguenti domande, le quali sono state le stesse che abbiamo dibattuto tra di noi: se il feedback strutturato non funziona, quale strumento si può utilizzare per chiarire le aspettative e le modalità di lavoro con un collaboratore? Quanto è importante essere flessibili nell’accompagnare la crescita dei propri collaboratori?
Per iniziare il lavoro abbiamo innanzitutto introdotto le quattro aree fondamentali legate alla somministrazione di un feedback: costruire la relazione, permettere l’autonomia, riconoscere le competenze e concentrarsi sullo stesso argomento. Definiti i campi principali di azione, abbiamo continuato il lavoro con una dinamica che andava dal gruppo all’individuo. Nei quattro gruppi, due concentrati sul dare il feedback e due sul riceverlo, si è riflettuto sulle azioni e sui comportamenti da non avere nei quattro ambiti.

Ogni gruppo ha poi prodotto quattro cartellini che riportavano il comportamento peggiore in ogni area e li ha scambiati con un altro gruppo “opposto”.

A questo punto è iniziato il lavoro individuale in quanto ad ogni membro è stato chiesto di scegliere un cartellino ed individuare da solo l’azione contraria a quella riportata. Successivamente si sono formate delle coppie che, divise in somministratore e ricevente a seconda dei gruppi di provenienza, hanno simulato delle situazioni di somministrazione di feedback cercando di impersonare i comportamenti positivi individuati singolarmente. 

Nella discussione e durante i lavori, sono emerse le numerose sfaccettature comportamentali legate all’atto di dare e ricevere un feedback.

In particolare, si è osservata l’importanza del creare una situazione che favorisca il processo. Solo attraverso un’attenzione costante ed una cura diretta dei rapporti personali con il collaboratore è possibile stabilire un clima adatto al confronto tramite feedback. Semplici azioni, come lasciare dei piccoli consigli in forma di post-it sulla scrivania, sono molto efficaci e permettono anche di strutturare il giusto atteggiamento di chi si prepara a riceverlo. Quest’ultimo è, inoltre, un aspetto che passa maggiormente sottotraccia nella formazione di un professionista e su cui è importante riflettere.

E voi pensate ci siano altre aree coinvolte nel processo di feedback? Avete avuto esperienze simili da condividere? Nella vostra carriera avete rilevato altre azioni efficaci nel giungere ad un giusto clima per il feedback? Scrivetecelo nei commenti!

Vi aspettiamo al prossimo MANAGERS’CAFE’ mercoledì 8 maggio presso Formazione Network (Viale Nino Bixio, 2) dalle 18:00 alle 19:30 con un altro caso di business sul quale confrontarci con voi. Abbiamo posto per sole 20 persone, prenotatevi per tempo.

Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO e a Davide Tanto per la redazione del post.

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – L’arte di coinvolgere un team si impara?

Il 6 marzo, come ogni primo mercoledì del mese, siamo tornati a parlare e confrontarci nel salotto del Manager’s Cafè. Il tema discusso è stato quello del team branding e di come promuovere efficacemente la propria squadra di lavoro.

La storia che ci ha ispirato è quella di Chiara, Francesca, Giovanna e Marta, quattro project manager di un’azienda tecnologica che, da un anno a questa parte, si sono trovate a lavorare insieme in un team. La principale sfida che devono affrontare è quella di lasciare un ruolo di servizio ai tecnici per diventare un punto di riferimento e di leadership nella gestione dei progetti aziendali; infatti, pur essendo già ben conosciute nel loro ambiente lavorativo, le nostre Project Manager si sono rese conto che il loro cambiamento di ruolo non è stato ancora percepito all’interno dell’azienda. La domanda che, dunque, si pongono e dalla quale noi abbiamo iniziato la nostra discussione è: come si può efficacemente promuovere e far conoscere il ruolo di un team all’interno dell’organizzazione?

Per sintonizzarci al meglio sulla situazione ci siamo divisi in piccoli gruppi e abbiamo cominciato ad affrontare la questione proposta suddividendola in due passaggi fondamentali. Innanzitutto, ci siamo concentrati sul processo di creazione di un’identità di team condivisa e “pubblicizzabile”. La prima operazione è stata, dunque, quella di immaginare un team e definire la sua identità e coesione attraverso la riflessione su tre aspetti fondamentali: gli obbiettivi del team, i suoi risultati concreti e le regole esplicite ed implicite che lo contraddistinguono.

Dopo aver dato una forma precisa al nostro gruppo e nel contempo aver  raggiunto un buon “spirito di squadra”, siamo passati alla seconda fase: individuare le parole chiave per descrivere il nostro team. Sono queste parole chiave che, nel confronto e nella conversazione con le altre persone presenti, fanno percepire cos’è davvero il nostro team, che cosa ci si può aspettare da noi, cosa vogliamo ottenere ed in quale modo ci relazioniamo con gli altri, non come individui ma come membri di un team coeso.

A conclusione dei lavori si è osservato come il team branding sia un’attività che richiede un grande spirito di collaborazione e di condivisione. Il pieno coinvolgimento del singolo nell’identità del gruppo è, infatti, fondamentale sia nella definizione interna del team sia nella sua promozione all’esterno; per ottenere un brand riconoscibile è fondamentale che sia prima di tutto riconosciuto univocamente dai suoi “ambasciatori”. E voi che ne pensate?  ci sono altri  passaggi da considerare per la creazione di un brand di team? Ritenete che siano fondamentali anche altre competenze? Avete avuto esperienze simili da condividere? Scrivetecelo nei commenti!

Vi aspettiamo al prossimo MANAGERS’CAFE’ mercoledì 3 aprile presso Formazione Network (Viale Nino Bixio, 2) dalle 18:00 alle 19:30 con un altro caso di business sul quale confrontarci con voi. Abbiamo posto per sole 20 persone, prenotatevi per tempo.

Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO e a Davide Tanto per la redazione del post.

Managers’Cafè 3 Aprile 2019 – Far uscire dal guscio un collaboratore restio


il MANAGERS’CAFE’ si interroga  questo mese sulle modalità che un responsabile può utilizzare per aiutare i propri collaboratori a migliorare.  Gianluca si trova davanti un collaboratore restio al dialogo e con cui il feedback non funziona. Cosa fare se il feedback strutturato non funziona? Come migliorare il colloquio con un collaboratore molto chiuso in se stesso?

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.

MANAGERS’CAFÉ è uno spazio di confronto informale e stimolante in cui si trattano argomenti di management.  Ogni mese un caso aziendale diverso con cui confrontarci.

MERCOLEDÌ  3 Aprile 2019  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Gianluca è un manager esperto, che due anni fa è entrato in una nuova azienda ed è diventato responsabile di un team di produzione e assistenza, costituito da quattro coordinatori e da una trentina di collaboratori. L’entrata di Gianluca è stata una grande novità per l’azienda, perché è il primo manager che arriva da una multinazionale ed ha un approccio alla gestione delle persone molto strutturato. Gianluca ha deciso di entrare in punta di piedi e, invece di rivoluzionare il reparto, sta introducendo tanti piccoli cambiamenti un po’ alla volta. La sua strategia sta avendo successo e da un punto di vista dell’organizzazione si sono già visti grandi miglioramenti, soprattutto in termini di efficienza dei processi. Non tutto però va così bene: il rapporto con i suoi coordinatori rimane freddino ed in particolare con Luciano non riesce proprio ad entrare in sintonia; anzi, tutte le volte che cerca di dargli un feedback, Luciano si ritrae sempre di più e si chiude a riccio. L’allineamento con i coordinatori è a questo punto essenziale per ultimare i cambiamenti nel reparto e quindi Gianluca è fortemente intenzionato a lavorare per migliorare le sue relazioni con loro. In particolare ha deciso di partire con Luciano. Ma se il feedback strutturato non funziona, quale strumento può utilizzare per chiarire le aspettative e le modalità di lavoro con un collaboratore? Quanto è importante essere flessibili nell’accompagnare la crescita dei propri collaboratori?      

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – L’arte di coinvolgere un team si impara?

Il  6 febbraio 2019, il MANAGERS’CAFE’ ha compiuto cinque anni ed abbiamo dedicato il nostro compleanno alla MERAVIGLIA.

Ci siamo ispirati alla storia di Francesco il  giovane manager della nostra storia che da circa un anno sta lavorando a stretto contatto con Giorgio, il nuovo Amministratore Delegato. La personalità carismatica di Giorgio riesce a far vedere a Francesco il lavoro con occhi nuovi, diventa per lui un modello, un maestro, una fonte di ammirazione.

Ammirare significa provare MERAVIGLIA ed è questa strada etimologica che abbiamo imboccato per parlare di quanto può insegnare e far crescere le persone, avere dei modelli positivi da cui apprendere.

Parlando di meraviglia ci vengono in mente gli occhi con cui i bambini guardano il mondo e lo spirito con cui imparano.  In azienda nessuno parla di meraviglia, né di ammirazione. Siamo diventati molto cauti e nel parlare  di ammirazione, i nostri partecipanti hanno subito espresso la preoccupazione che questo sentimento possa offuscare il giudizio. L’ammirazione di Francesco non è fascinazione, ha mantenuto il suo spirito critico e vede con chiarezza le qualità del suo mentore che vorrebbe fare sue.

Discutendo di meraviglia abbiamo ripensato alle qualità degli altri per cui abbiamo provato ammirazione e di come ci siamo sentiti in quei momenti.  Riconoscere, senza timore,  le qualità degli altri  ci regala delle sensazioni positive ed è il primo passo per poter imparare dai buoni esempi che abbiamo intorno. Per poter provare ammirazione è necessario avere un’attitudine particolare grazie alla quale possiamo imparare e diventare delle persone migliori.

Meraviglia

E voi, quanto vi meravigliate durante il giorno? Ci sono persone nella vostra vita personale e professionale che suscitano in voi meraviglia? Usate questa meraviglia come leva per migliorare la vostra vita e il vostro ambiente lavorativo? Scrivetecelo nei commenti.

Vi aspettiamo al prossimo MANAGERS’CAFE’  mercoledì 6 marzo, presso Formazione Network (Viale Nino Bixio, 2) dalle 18:00 alle 19:30 con un altro caso di business sul quale confrontarci con voi. Abbiamo posto per sole 20 persone, prenotatevi per tempo.

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Managers’Cafè 6 Marzo 2019 – Team Branding: come sviluppare la leadership di un team?


Alla vigilia della Festa delle Donne, il MANAGERS’CAFÉ di Marzo dà voce alle sfide di un team tutto al femminile. Questo mese parliamo di team branding in azienda e di come cambiare la percezione che l’organizzazione ha del gruppo a cui si appartiene sia anche una questione molto personale.
Conosceremo un gruppo di Project Manager, che vogliono essere sviluppare la propria leadership e quella del loro team.

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MERCOLEDÌ  6 Febbraio  2019  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Chiara, Francesca, Giovanna e Marta sono le project manager di un’azienda tecnologica. Il team è stato costituito da un anno per rispondere alle sfide legate all’aumento del numero e della complessità dei progetti. Al project management team si chiede di sviluppare leadership, diventare vero e visibile punto di riferimento, non solo per le persone che lavorano ai progetti, ma anche per tutti i manager che gestiscono le diverse aree. Le project manager sono esperte nel business e sono cresciute in azienda, ma sono abituate a pensare al loro ruolo come ad un ruolo di servizio ai tecnici: proporsi come leader per loro è un grande salto personale. In una riunione di team si sono confrontate sulla percezione che il resto dell’azienda ha del ruolo dei project manager e si sono rese conto che il cambiamento non è ancora stato completamente compreso e metabolizzato; questo ostacola l’evoluzione del gruppo e il raggiungimento degli obbiettivi del team.  Cosa può fare il project management team per influenzare la percezione che l’azienda ha del ruolo dei PM? Come possono crearsi una reputazione di leader forti e coesi?  

La partecipazione è gratuita e limitata a 20 persone, quindi affrettati ad iscriverti

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Managers’Cafè 6 Febbraio 2019 – L’arte di coinvolgere un team si impara?


Ecco le domande del primo  MANAGERS’CAFE‘ del 2019: Quanto si cresce guardando come lavorano gli altri? Come possiamo imparare l’arte di allineare  un team sulle decisioni prese?

Conosceremo Francesco che vuole  migliorare la sua capacità di condividere il razionale delle sue decisioni e coinvolgere i suoi collaboratori imparando da chi ammira.

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MERCOLEDÌ  6 Febbraio  2019  18.00-19.30
Formazione Network – Viale Nino Bixio, 2 – Verona

IL CASO AZIENDALE: Francesco è un giovane manager di una media azienda in cui è cresciuto professionalmente in modo costante e rapidamente. Da un anno sta lavorando a stretto contatto con l’Amministratore Delegato, un uomo con grande esperienza, che è stato assunto dalla proprietà per sviluppare il business e l’organizzazione. Giorgio, l’AD, ha condiviso con i manager la strategia e nonostante gli obbiettivi sfidanti è riuscito a creare un gruppo affiatato, che lavora in sintonia e che si sta portando a casa risultati significativi.
Francesco è veramente ammirato dalla competenza di Giorgio, in particolare dalla capacità di quest’ultimo di far comprendere a tutto il gruppo manageriale le motivazioni delle decisioni che prende. Sono stati molti i casi in cui, durante le riunioni strategiche, Francesco e gli altri manager partivano da posizioni diverse da quelle dell’Amministratore Delegato, ma alla fine Giorgio riusciva sempre ad allinearli convintamente sulle sue proposte.
Riuscire a condividere il razionale delle sue decisioni e coinvolgere i suoi collaboratori è per Francesco una sfida, sicuramente un’area di miglioramento. Come può imparare da Giorgio a farlo? Quali sono le modalità più efficaci per allineare un gruppo su una decisione?

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Le conversazioni del MANAGERS’CAFE’ – Come sviluppare occasioni di lavoro produttivo con le riunioni


Siamo un po’ in ritardo con le conversazioni del Managers’Cafè, riprendiamo dagli incontri fatti a Novembre in cui sia nella nostra sede a Verona, sia ospiti di Orienta a Legnago abbiamo parlato di riunioni e di come renderle memorabili.

La storia da cui siamo partite è quella di Renato che arriva da una multinazionale e prende le redini di un piccolo gruppo di lavoro in un’azienda in forte crescita. Renato, anticipando i cambiamenti che lo sviluppo aziendale sta portando vuole introdurre nuove pratiche manageriali tra cui le riunioni periodiche di allineamento e gli incontri uno ad uno con i suoi collaboratori.

Le riunioni sono il sistema più efficace per creare velocemente con il gruppo delle prospettive condivise.  Questa è una frase incontrovertibile  a cui dobbiamo ridare senso. Infatti  ognuno di noi abbia avuto esperienza di riunioni noiose, inutili o frustranti, di  situazioni in cui di riunioni se ne fanno troppe ed altre in cui non si riesce mai ad incontrarsi. Proprio per utilizzare questo potente strumento in modo appropriato ed efficace è importante riflettere sulle diverse tipologie di riunione e le aspettative che si hanno quando si indicono o vi si partecipa.

L’argomento riunioni ha destato molto interesse, tanto da spingerci a utilizzare la storia di Renato due volte nello stesso mese. Ci siamo confrontate con due gruppi diversi in cui tutti i partecipanti sono stati entusiasti nel ripensare ed approfondire il tema delle riunioni.

Lo spunto da cui siamo partite nel facilitare il lavoro al Managers’Cafè ce l’ha fornito  Lucid Meetings un’azienda americana specializzata nell’aiutare team e organizzazioni ad organizzare e gestire riunioni efficaci.  Un’interessante articolo sul loro Blog ci ha fatto riflettere su quante diverse tipologie di meeting esistano.

Per aiutare Renato nel suo obbiettivo di coinvolgere le sue persone e di far loro comprendere il significato delle riunioni ci siamo impegnati a creare degli SLOGAN memorabili che identifichino sia lo scopo della riunione che i risultati in termini di sentimento e di conoscenza della riunione stessa.

Infatti quando prepariamo le riunioni ci concentriamo quasi esclusivamente sugli argomenti che tratteremo e la quantità di tempo che utilizzeremo. Trascuriamo di prepararci ed esplicitare i risultati attesi in termini di conoscenza condivisa e di sentimento che ci porteremo via con noi al termine degli incontri.

Ci siamo concentrati sulle 16 tipologie di riunioni definite da  Lucid Meetings 

 

ECCO i nostri SLOGAN

  • PER FARE UN’OTTIMA TORTA, CI VOGLIONO OTTIMI INGREDIENTI E UNA RICETTA – Riunione di pianificazione
  • IL PONTE FRA L’IMPOSSIBILE ED IL POSSIBILE SI CHIAMA CONOSCENZA  e cresciAMO INSIEME- Riunione di Formazione
  • PASSO DOPO PASSO, DEFINIAMO IL NOSTRO PERCORSO e FACCIAMO TORNARE I CONTI- Riunione gestionale a cadenza regolare
  • CONDIVIDERE INFORMAZIONI PER DECIDERE CON CONSAPEVOLEZZA – Riunione di raccolta informazioni
  • WHATSAPP!  e UP TO DATE  – Riunione di informazione
  • RESTIAMO AL PASSO! – Riunione di team a cadenza regolare
  • ASCOLTO, COMPRENDO, RISOLVO – Riunione per risolvere situazioni difficili
  • NUOVE IDEE, NUOVI PROGETTI: CONOSCERE PER CRESCERE! e NICE TO MEET YOU- Riunione conoscitiva
  • VIAGGIO DI NOZZE – Riunione 1-1
  • YES WE CAN: UNA SQUADRA DI TESTE E MANI PER IL NOSTRO PROGETTO – Workshop
  • AS IS/TO BE: LA STRADA VERSO L’OBBIETTIVO OGGI E DOMANI: Riunione di revisione
  • LE IDEE NON DORMONO MAI – Riunione Creativa
  • NUOVE SCELTE PER NUOVI ORIZZONTI – Riunione decisionale
  • GLI OSTACOLI SONO FATTI PER ESSERE SUPERATI – Riunione di soluzioni problemi

Renato ha deciso che li utilizzerà mettendo un cartello con lo slogan nella stanza della riunione.

E voi, come percepite le vostre riunioni aziendali? Avete trovato gli elementi per apportare miglioramenti alle vostre riunioni? Come pensate di attuarli? Fatecelo sapere, la vostra storia potrà darci nuovi spunti per i prossimi Managers’Café.

Il salotto di business di Formazione Network torna mercoledì 6 Febbraio per il primo  appuntamento del 2019. Sempre 20 posti a vostra disposizione: prenotatevi per tempo. Vi aspettiamo!

Ringraziamo ORIENTA e Katiuscia Bertelle per l’ospitalità a LEGNAGO

Un ringraziamento come sempre  Paola Angelucci per il supporto SEO.